Angri, un centro sociale e culturale per un bene confiscato alla camorra

Di seguito pubblichiamo un articolo pubblicato su “la Città” di martedì 14 febbraio, relativo all’avvio dei lavori presso una struttura confiscata alla camorra sul territorio di Angri. L’Assostampa, nella persona del presidente Salvatore Campitiello era presente all’evento. La struttura, dopo la confisca, è stata data in gestione all’associazione “Futuro” Onlus che ne farà un centro sociale e culturale

“E’ un avvenimento importante – ha dichiarato Campitiello – che serve a far crescere la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e a far aumentare la loro coscienza critica”.

VIA AI LAVORI NELL’IMMOBILE CONFISCATO ALLA CAMORRA.

ANGRI. A due mesi dalla conferenza di presentazione dei progetti e delle

iniziative dell’associazione Futuro Onlus, ieri mattina si è tenuta la

cerimonia dell’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile

confiscato in via Torretta ad Angri e riconducibile al disciolto clan

Tempesta. E’ stato Edmondo Cirielli, presidente della Provincia, a dare

il via all’opera.

La cerimonia è stata introdotta da una conferenza, moderata dalla

giornalista de “la Cittá”, Maria Paola Iovino, alla quale, accanto al

presidente Cirielli, hanno preso parte Roberto Tortora, presidente di

Futuro Onlus; Salvatore Campitiello, consigliere nazionale dell’ordine

dei giornalisti, e presidente associazione dei giornalisti della Valle del

Sarno; Alba De Felice, presidente onorario Ami Salerno; Antonio

Squillante, delegato provinciale alla legalitá e ai rapporti con le forze

dell’ordine e le forze armate; Gianfranco Izzo, procuratore al tribunale

di Nocera Inferiore; Amedeo Sessa, magistrato di Cassazione; Gianfranco

D’Antonio, vicesindaco di Angri; Nunzio Carpentieri, assessore

provinciale all’edilizia scolastica.

Fondamentale, nel segno della lotta alla criminalitá organizzata, è stato

l’intervento del prefetto, Ezio Monaco, e del questore di Salerno, Antonio

De Jesu. «Vorrei che di queste manifestazioni ce ne fossero tante – ha

affermato Monaco – perché si tratta di uno dei modi migliori per dire

alle persone cosa fanno le istituzioni, che hanno come compito fondamentale

quello della sicurezza e della giustizia. Queste cerimonie sono essenziali

per la tenuta della democrazia, ed esprimono come, in un contesto di

cooperazione e collaborazione, si possano realizzare delle iniziative che

valgono veramente».

• La conclusione è stata di Cirielli: «Oggi dimostriamo che lo Stato c’è

e lavora incessantemente per contrastare le organizzazioni criminali. Con

la posa della prima pietra, oggi testimoniamo che lo Stato è forte. Infatti

la cosa che più fa male ai criminali, prima della galera, è proprio la

confisca economica, l’attacco al loro patrimonio, che è lo scopo della loro

vita, che intendono raggiungere praticando l’illegalitá». (re.pro.)


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