L’equo compenso è legge: ecco tutti i dettagli della normativa

GRANDE VITTORIA! L’EQUO COMPENSO NEL SETTORE GIORNALISTICO E’ LEGGE!
in Gazzetta Ufficiale: è la legge 31/12/2012 n. 233
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Una grande vittoria dell’Ordine, dell’F.N.S.I., della intera categoria.

Finalmente, dopo l’approvazione del Parlamento il 4/12/2012, la promulgazione del Presidente della Repubblica, Napolitano il 31/12.2012, il 3 gennaio 2013, la Legge sull’Equo Compenso ai Giornalisti è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale che entrerà in vigore il 18 gennaio 2013.

Un passo avanti verso la Giustizia per i tanti giornalisti precari che vivono solo di collaborazioni.
In coda il testo della nuova legge e una sintesi Ansa.
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ECCO COSA PREVEDE LEGGE EQUO COMPENSO: COMMISSIONE STABILIRA’ TARIFFE, NIENTE CONTRIBUTI PUBBLICI AI TRASGRESSORI

Roma, 4 dicembre 2012. La legge sull’equo compenso, approvata in via definitiva dalla commissione Cultura della Camera in seconda lettura, contiene norme per la remunerazione dei giornalisti free lance.

L’articolo 1 spiega che per compenso equo si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria.

L’articolo 2 prescrive, invece, l’istituzione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, della Commissione per la valutazione dell’equo compenso. La Commissione – che dura in carica 3 anni – è istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, che provvede al suo funzionamento con le risorse di cui dispone. La commissione è composta di 7 membri ed è presieduta dal Sottosegretario all’editoria. La Commissione definisce il compenso equo entro due mesi dal suo insediamento, valutate le prassi retributive. Nello stesso termine, la Commissione deve redigere un elenco, costantemente aggiornato, dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità.

Ai sensi dell’articolo 3, a decorrere dal 1 gennaio 2013, la mancata iscrizione in tale elenco per un periodo superiore a sei mesi comporta la “decadenza dall’accesso” ai contributi in favore dell’editoria. Lo stesso articolo 3, inoltre, prevede che il patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell’equo compenso è nullo.

L’articolo 4 dispone la presentazione alle Camere di una relazione annuale sull’attuazione della legge. (ANSA).

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La legge sull’equo compenso giornalistico ha fatto un altro passo avanti. E’ stata pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, passaggio formale, ma fondamentale per diventare una norma applicabile. Da venerdì 18 gennaio la legge sarà operativa. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore dovrà essere istituita la Commissione – che resterà in carica tre anni – chiamata a definire l’equo compenso giornalistico ed entro due mesi dal suo insediamento dovrà concretamente deliberarlo.

Legge 31 dicembre 2012, n. 233

Equo compenso nel settore giornalistico. (13G00005) (GU n.2 del 3-1-2013)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/01/2013

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

Finalità, definizioni e ambito applicativo

1. In attuazione dell’articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge è finalizzata a promuovere  l’equità  retributiva dei giornalisti iscritti all’albo di cui all’articolo 27 della  legge
3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni,  titolari  di  un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e  periodici,  anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti
radiotelevisive.
2. Ai fini della presente legge, per equo compenso  si  intende  la corresponsione di una remunerazione proporzionata  alla  quantità  e alla qualità del lavoro svolto,  tenendo  conto  della  natura,  del contenuto e delle caratteristiche  della  prestazione  nonché  della coerenza con i trattamenti previsti dalla  contrattazione  collettiva nazionale di categoria in  favore  dei  giornalisti  titolari  di  un rapporto di lavoro subordinato.

AVVERTENZA:
Il testo delle note qui  pubblicato  è  stato  redatto dall’amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi dell’art.10, comma 3, del testo  unico  delle  disposizioni sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali   della   Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di  legge  alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il  valore  e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note all’art. 1:
– Il testo dell’articolo 36 della Costituzione,  è il seguente:
«Art.  36.  –  Il  lavoratore   ha   diritto   ad   una retribuzione proporzionata alla quantità  e  qualità  del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La  durata  massima  della   giornata   lavorativa   è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto  al  riposo  settimanale  e  a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.».
Il testo dell’articolo 27 della legge 3 febbraio  1963, n. 69 (Ordinamento della professione di giornalista), è il seguente:
«Art. 27.  – Albo: contenuto.
L’albo deve contenere il cognome, il nome, la  data  di nascita,  la  residenza  o  il  domicilio  professionale  e  l’indirizzo degli iscritti, nonché la data di iscrizione e  il titolo in base al quale è avvenuta. L’albo e  compilato secondo l’ordine di anzianità di  iscrizione  e  porta  un indice  alfabetico  che  ripete  il  numero   d’ordine   di iscrizione.
L’anzianità è determinata dalla  data  di  iscrizione nell’albo.
A  ciascun  iscritto   nell’albo è rilasciata   la tessera.».

Art. 2

Commissione  per  la  valutazione  dell’equo  compenso   nel   lavoro giornalistico

1. È  istituita,  presso  il  Dipartimento  per  l’informazione  e l’editoria  della  Presidenza  del   Consiglio   dei   ministri,   la Commissione  per  la  valutazione  dell’equo  compenso   nel   lavoro
giornalistico, di seguito denominata «Commissione».
2. La Commissione è istituita entro trenta giorni  dalla  data  di entrata  in  vigore  della  presente  legge  ed  è  presieduta   dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio  dei  ministri
con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria. Essa è composta da:
a) un rappresentante del Ministero del lavoro e  delle  politiche sociali;
b) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;
c) un rappresentante  del  Consiglio  nazionale  dell’Ordine  dei giornalisti;
d)  un  rappresentante   delle   organizzazioni   sindacali   dei giornalisti   comparativamente   piu’   rappresentative   sul   piano nazionale;
e) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei committenti comparativamente  più  rappresentative  sul piano nazionale nel settore delle  imprese  di  cui  all’articolo  1, comma 1;
f) un rappresentante dell’Istituto nazionale  di  previdenza  dei giornalisti italiani (INPGI).
3. Entro due mesi dal suo insediamento, la Commissione, valutate le prassi retributive dei quotidiani e dei periodici, anche  telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive:
a) definisce l’equo compenso dei  giornalisti  iscritti  all’albo non titolari di rapporto di lavoro subordinato con quotidiani  e  con periodici, anche telematici, con agenzie di stampa  e  con  emittenti radiotelevisive, avuto riguardo alla natura  e  alle  caratteristiche della prestazione nonché in  coerenza  con  i  trattamenti  previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore  dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato;
b)  redige  un  elenco  dei  quotidiani,  dei  periodici,   anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo  compenso,  dandone  adeguata
pubblicità sui mezzi  di  comunicazione  e  sul  sito  internet  del Dipartimento per l’informazione e  l’editoria  della  Presidenza  del Consiglio  dei  ministri.  La  Commissione   provvede   al   costante
aggiornamento dell’elenco stesso.
4. La Commissione dura in carica tre anni. Alla  scadenza  di  tale termine, la Commissione cessa dalle proprie funzioni.
5. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del  Consiglio   dei   ministri   provvede   all’istituzione   e   al funzionamento della  Commissione  avvalendosi  delle  risorse  umane, strumentali  e  finanziarie  di  cui  dispone.  Ai  componenti  della Commissione non è corrisposto alcun compenso, emolumento, indennità o rimborso di spese.

Art. 3

Accesso ai contributi in favore dell’editoria

1.  A  decorrere  dal  1º  gennaio  2013  la   mancata   iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 2 per un periodo superiore a sei mesi comporta   la   decadenza   dal   contributo   pubblico   in   favore
dell’editoria, nonché da eventuali  altri  benefici  pubblici,  fino alla successiva iscrizione.
2.  Il  patto  contenente  condizioni  contrattuali  in  violazione dell’equo compenso è nullo.

Art. 4

Relazione annuale

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette ogni anno una relazione alle Camere sull’attuazione della presente legge.

Art. 5

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 31 dicembre 2012

NAPOLITANO

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