Le parole non sono pietre, il decalogo della Carta di Assisi

di Carmine De Nardo

Sabato, 25 gennaio 2020, alle ore 9.00, presso “Casa Iuvenescit Ecclesia” in via Napoli,160 a Nocera Inferiore, si è tenuto un importante corso di aggiornamento per i giornalisti dal titolo: “Le parole non sono pietre”.
Hanno introdotto i lavori monsignor Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, Salvatore Campitiello, consigliere dell’ Ordine dei giornalisti della Campania e Barbara Ruggiero, presidente Assostampa Campania Valle del Sarno. Salvatore D’ Angelo, direttore Ufficio diocesano comunicazioni sociali, ha coordinato gli interventi dei relatori.
I sintesi riportiamo alcuni passaggi dei temi principali affrontati:
Nico De Vincentis (corrispondente della Rai). La carta di Assisi è la chiave di lettura della realtà basata sulla semplicità. Un modello che punta a trovare il senso delle cose, evitando conflittualità inutili e intessendo un dialogo tra presente e futuro, a partire dai territori. Non basta descrivere ciò che accade, ma bisogna guardare avanti. Il giornalista, pur esprimendo la sua opinione, deve avere il desiderio di ascoltare e dialogare con la gente. Poi un accenno alla democrazia del Web definita come una società meno partecipativa, quella delle solitudini comunicanti.
Doriano Vincenzo De Luca (delegato per la Campania della Federazione italiana Settimanali Cattolici). Le parole di papa Francesco considerano i giornalisti come ambasciatori di misericordia. Infatti essi devono contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale, riconquistando il loro spirito comunicativo, evitando discriminazioni ed emarginazione.
La Carta di Assisi recupera la dimensione della verità. Il Web è un luogo antropologico come del resto lo è la strada.
Carlo Verna (presidente Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti). Oggi viviamo nel periodo più difficile della storia del giornalismo. Per questo la Carta di Assisi, ma anche le iniziative di Trieste sulle “Parole ostili” costituiscono una base importante per far convergere la comunicazione con l’ informazione e per valorizzare il rispetto della persona. Bisogna emarginare il linguaggio dell’ odio che spinge l’ umanità verso modelli negativi. Ma, se da una parte il giornalista deve essere il garante di esempi virtuosi di informazione, anche per differenziarsi dalle nuove forme indiscriminate di comunicazione sul Web, dall’altra, bisogna dargli la possibilità di lavorare, eliminando forme di ricatto pretestuoso che derivano dall’applicazione dell’ attuale legge sulla diffamazione che di fatto limita l’ opera dei giornalisti e la libertà di stampa.

Tutte le foto dell’evento sono disponibili sulla pagina Fb dell’Assostampa

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