Tre campani ai vertici dell’Ordine nazionale dei giornalisti

Da sin.: Livio Pastore, Brigitte Esposito, Alessandro Sansoni e Mario Orlando all’ultima edizione del Premio Castellano

Da sin.: Gianfranco Coppola, Carlo Verna e Alda Angrisani al Premio Castellano lo scorso settembre

Da sin.: Mimmo Falco, Ottavio Lucarelli e Nicola Marini (presidente Cnog uscente e attuale tesoriere)

Da sin. Nunzia Gargano e Angelo Ciaravolo in una delle passate edizioni del Premio Castellano

Tre campani ai vertici dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Carlo Verna, giornalista Rai, è stato eletto presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine con largo suffragio alla prima votazione. Nel Comitato Esecutivo entra Alessandro Sansoni; Angelo Ciaravolo sarà componente del Collegio dei Revisori dei Conti.
Ai colleghi Verna, Sansoni e Ciaravolo, sempre vicini alla nostra organizzazione, va un abbraccio affettuoso e un caloroso augurio di buon lavoro.

Legge Editoria, i vertici OdG ascoltati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato

(Fonte: http://www.odg.it)
Audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, ieri, per i rappresentanti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che hanno espresso le loro considerazioni sul disegno di legge riguardante le provvidenze in tema di Editoria e di pensionamento dei giornalisti e che contiene anche norme sulla composizione e le competenze del Cnog.
Il presidente nazionale Enzo Iacopino, il segretario nazionale Paolo Pirovano e il direttore Ennio Bartolotta sono stati ‘auditi’ dalla Commissione presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro.
Il presidente nella sua esposizione si è soffermato sulla necessità di prevedere l’obbligo di documentare gli effettivi pagamenti delle retribuzioni e egli oneri previdenziali dei giornalisti da parte delle aziende che presentano domanda di accesso ai finanziamenti pubblici.
Il presidente ha anche sostenuto la necessità dell’istituzione di un “Registro degli editori” presso il Dipartimento dell’Editoria tramite il quale siano rese pubbliche tutte le partecipazioni societarie sia dirette sia indirette per poter offrire al lettore chiarezza e trasparenza sugli interessi di coloro i quali producono informazione e sono titolari di una azienda editoriale.
Sempre legata al tema di una corretta informazione è stata la richiesta avanzata da Iacopino della creazione di un “Giurì dell’informazione” per dare risposte rapide e concrete ai cittadini che si ritengano lesi da comportamenti deontologicamente non corretti dei giornalisti, questo per evitare il ricorso alle tutele giudiziarie in materia di diffamazione.
Per le questioni riguardanti l’Ordine dei Giornalisti il presidente Iacopino ha rivendicato l’importanza del ruolo e delle funzioni svolte dal Consiglio nazionale che risulterebbero mortificate da un ridimensionamento eccessivo della sua composizione. I numeri indicati nel Disegno di legge finirebbero inoltre per penalizzare la rappresentanza delle regioni medio/piccole e delle tipologie professionali.
Oltre ai rappresentanti del Cnog hanno chiesto di essere ‘auditi’ ed erano presenti la presidente dell’Odg del Lazio Paola Spadari, il presidente dell’Odg Toscana  Carlo  Bartoli e il consigliere regionale dell’Ordine della Puglia Piero Ricci. Spadari ha dichiarato di parlare anche a nome del presidente dell’Ordine lombardo Gabriele Dossena e in forza di una delibera formale del proprio Consiglio, situazione questa contestata dal presidente Iacopino il quale ha anche fatto presente che l’interlocutore delle due Camere è il Cnog.

Riforma, le preoccupazioni del Comitato Esecutivo dell’Ordine Nazionale dei giornalisti

Il Comitato Esecutivo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti esprime preoccupazione per le ripercussioni negative della proposta di legge in discussione alla Camera, che prevede un drastico ridimensionamento del Consiglio nazionale.  Si ipotizza la riduzione della composizione del CNOG a 36 consiglieri di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti e per questi ultimi l’obbligo di una posizione previdenziale da attività giornalistica presso l’Inpgi, privando di diritti alcune migliaia di colleghi che, certamente non per colpa né per scelta, subiscono contratti che prevedono versamenti ad altri istituti di previdenza.
La riforma dell’Ordine è necessaria e lo stesso Consiglio ha formulato delle precise proposte che non riguardano solo il numero dei consiglieri, ma anche l’accesso alla professione, suggerendo soluzioni che valorizzano lo spirito della legge voluta da Guido Gonella, garantendo i diritti di tutti e respingendo ogni disegno discriminatorio.
Invece, in Parlamento arriva una norma, inserita a sorpresa nella proposta di legge sull’editoria, che mette in pericolo  il funzionamento dell’Ordine che non potrebbe più onorare tutti gli adempimenti previsti dalle leggi.  La riduzione del Consiglio nazionale dell’Odg a 36 membri  rischia, inoltre, di creare delle forti penalizzazioni soprattutto per gli Ordini regionali con un minor numero di iscritti come  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria,  Marche, Molise, Sardegna, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, mentre potrebbero avere serie difficoltà (almeno in una delle due rappresentanze) Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto.
Il Comitato esecutivo ritiene imprescindibile che venga garantita la presenza in Consiglio Nazionale di rappresentanti di tutte le regioni conformemente a quanto avviene in altri di enti di categoria. Ad esempio la Federazione nazionale della Stampa che ha un Consiglio nazionale di 142 membri per meno di 20.000 iscritti; l’Inpgi un Consiglio di 67 membri per circa 58.000 iscritti e la Casagit  un’Assemblea nazionale con 80 membri per 23.497 iscritti. Invece, per l’Ordine dei Giornalisti, che ha 104.021 iscritti, si prevede una paralizzante riduzione del Consiglio a 36 membri.
Il Comitato Esecutivo nel condividere la preoccupazione espressa da 17 vicepresidenti di Consigli regionali, ritiene discriminatorio un rapporto di rappresentanza così punitivo nei confronti dei Pubblicisti:  rappresentano il 70 per cento degli iscritti all’Ordine, sono quelli che hanno maggiore necessità di tutele,  rivendicano il diritto ad un’equa rappresentanza e non accettano di diventare solo i sovvenzionatori dei Consigli Regionali e Nazionale dell’Ordine.
Quel che occorre è una riforma organica e non uno spot per assecondare i disegni di chi si illude di impadronirsi dell’Ordine per mettere anche questo organismo al servizio degli editori, come è stato già fatto in altre sedi vanificando ogni istanza sindacale. (fonte http://www.odg.it)

Approvato dal  Comitato Esecutivo con il voto contrario del tesoriere Nicola Marini

Precari, la mozione votata all’unanimità dal Cnog

(da http://www.odg.it)

Dal Consiglio nazionale dell’Ordine appello alla Fnsi “di intervenire per sostenere con gli editori un percorso di regolarizzazione e contrattualizzazione dei collaboratori precari sottopagati”. Censurati i Cdr che “si disinteressano dei colleghi più deboli”.

Milano, 24 settembre 2015 – Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti  ha votato all’unanimità una mozione in cui esprime preoccupazione per quanto sta accadendo in questi mesi in numerose testate giornalistiche ai danni di co.co.co, free lance e collaboratori a vario titolo.  Da una parte ci sono i cosiddetti “sacrifici” imposti dagli editori ai colleghi contrattualizzati e tutelati, ridimensionamenti che avvengono all’interno di accordi siglati dai Cdr (e quindi votati dai giornalisti) con le aziende, in modo controllato.  Al contrario i tagli si stanno abbattendo con una violenza insostenibile sulle categorie più deboli e sottopagate, tra cui collaboratori storici che aspettano di essere regolarizzati da anni. Con l’aggravante che, nella maggior parte dei casi (come al Corriere della Sera, secondo quanto emerge dal piano crisi presentato in questi giorni) i collaboratori presi di mira si trovano davanti a un muro di gomma: un Cdr che non li difende.  Il fatto che alcuni Cdr si disinteressino dei colleghi più deboli significa disattendere del tutto il ruolo e i doveri della rappresentanza sindacale di base. Con un’unica conseguenza: fare carne da macello di tutti i colleghi non contrattualizzati. Ci interessa ricordare, inoltre, gli obblighi di vigilanza su simili situazioni, imposti dalla Carta di Firenze a tutti i giornalisti che rivestono  un ruolo di coordinamento del lavoro giornalistico. In questo contesto chiediamo alla Fnsi di intervenire per sostenere con gli editori un percorso di regolarizzazione e contrattualizzazione dei collaboratori che di fatto svolgono queste funzioni da anni ma non sono riconosciuti.  La loro assunzione  permetterebbe agli stessi editori di poter contare su giornalisti professionali, motivati e legati all’azienda, con tutti i benefici comunque consentiti dal Jobs Act.

Cnog: il Parlamento approvi la riforma della Legge sull’Ordine

(da http://www.odg.it)

giornali-350Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, riunito a Roma nei giorni 7, 8 e 9 luglio 2015,  ha approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno:

La professione giornalistica, uno dei capisaldi della nostra democrazia, sta attraversando una fase nella quale troppi e inaccettabili sono gli interventi di quanti vorrebbero pregiudicarne l’indipendenza e l’autonomia. Tutto questo all’interno di una crescente crisi del sistema dell’editoria con pesanti conseguenze in termini occupazionali a cui gli editori e la politica non forniscono risposte adeguate.
In questo quadro,  il Consiglio Nazionale esprime forte preoccupazione per il futuro dell’Inpgi 1, che rappresenta un elemento essenziale dell’autonomia dei giornalisti italiani. Infatti, perdurando l’attuale trend di squilibrio tra entrate e uscite, l’Istituto vedrebbe a rischio la propria sopravvivenza.
Tale situazione richiede risposte puntuali da parte di tutti gli organismi di categoria con spirito unitario e riformatore.
Una priorità per la categoria e per l’intero Paese è rappresentata dalla riforma della legge istitutiva dell’Ordine, che tenga conto della proposta approvata dal Consiglio Nazionale il 9 luglio 2014, riforma che il Consiglio chiede al Parlamento di discutere con urgenza, mentre  ribadisce la propria insoddisfazione sul testo in discussione al Senato sulla diffamazione a mezzo stampa.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ritiene quindi indispensabile la convocazione in tempi rapidi degli Stati Generali della categoria per dare una risposta unitaria alla grave crisi del sistema dell’informazione e per mettere in campo un’azione coordinata e solidale di tutti gli organismi professionali (Odg, Fnsi, Inpgi 1, Inpgi 2, Casagit, Fondo Complementare).

Giornalisti, Odg: no allo sfruttamento e ai contratti-ricatto

Di seguito riportiamo la notizia Ansa che riprende il testo del documento approvato ieri in Consiglio Nazionale.

 

Foto: mugi.it

Foto: mugi.it

ROMA, 20 GENNAIO 2015. “NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI GIORNALISTI E A CONTRATTI-RICATTO PER I COLLABORATORI. LA LIBERA INFORMAZIONE PASSA ANCHE PER IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DEI GIORNALISTI E DEL LORO GIUSTO COMPENSO”. E’ QUANTO SI LEGGE IN UN ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI, RIUNITO A ROMA NEI GIORNI 20, 21 E 22 GENNAIO. “IN QUESTO INIZIO DI 2015 – SI LEGGE NEL DOCUMENTO – SI MOLTIPLICANO LE NOTIZIE SU CONTRATTI VERGOGNOSI PROPOSTI A COLLABORATORI PENA IL MANCATO RINNOVO. RIDUZIONI DEL COMPENSO E PEZZI PAGATI POCHI EURO. ELUDENDO ANCHE LA LEGGE SULL’EQUO COMPENSO CON CLAUSOLE CHE NON PREVEDONO, AD ESEMPIO, IL PAGAMENTO DI VIDEO E FOTO, DIRETTE WEB, OPPURE DANDO COMPENSI IRRISORI PER ARTICOLI CHE SUPERANO IL MINIMO ‘CONCORDATO’. CON LA BEFFA CHE CHI PIÙ LAVORA MENO VIENE PAGATO E MENO DIRITTI HA”. “UNO DEI CASI EMBLEMATICI – MA NON CERTAMENTE L’UNICO – È QUELLO SEGNALATO IN QUESTI GIORNI ALL’ORDINE DI DUE GIORNALI DELLA FINEGIL-GRUPPO ESPRESSO: LA CITTÀ DI SALERNO E IL CENTRO DI PESCARA. IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE “ESPRIME LA PIÙ FERMA CONDANNA PER UN FENOMENO CHE SI STA ESPANDENDO IN MANIERA PREOCCUPANTE NELLE AZIENDE EDITORIALI E METTE A RISCHIO LA PROFESSIONE GIORNALISTICA E LA LIBERA INFORMAZIONE”; ANNUNCIA CHE “SARÀ AVVIATA UNA ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO IN PIENO ACCORDO CON GLI ORDINI REGIONALI PER GARANTIRE IL RISPETTO DELLA CARTA DI FIRENZE. CHE SARANNO SEGNALATI AI CONSIGLI DI DISCIPLINA COMPORTAMENTI DELLA CATENA DI COMANDO RITENUTI CONTRARI ALLA DEONTOLOGIA E ALLA SOLIDARIETÀ TRA COLLEGHI, SIANO ESSI DIPENDENTI O FREE LANCE”; SI RISERVA DI “RICORRERE A STRUMENTI ANCHE LEGALI PER GARANTIRE LA TUTELA DEL DIRITTO DEI CITTADINI ALL’INFORMAZIONE E DELLA DIGNITÀ PROFESSIONALE DEI GIORNALISTI E IL RISPETTO DELLE NORME VIGENTI DA PARTE DELLE AZIENDE EDITORIALI”.(ANSA).