“No allo sfruttamento”, a Scala convegno sull’equo compenso

Di Munzio, Califano, Giulietti, Campitiello e Della Corte

Essere giornalisti oggi, e mettere i giovani in condizione di poter sognare di diventarlo in futuro.
È questo uno dei motivi che ha spinto l’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno e l’Associazione Giornalisti Cava/Costa d’Amalfi “Lucio Barone” a unire le forze per organizzare un momento di riflessione sull’equo compenso.
Beppe Giulietti – tra i promotori della legge, giornalista, parlamentare e uno dei fondatori dell’associazione “Articolo21” – ha discusso a lungo sul tema con i giornalisti presenti.
L’incontro – moderato dai giornalisti Piero Califano e Imma Della Corte – si è tenuto nella giornata di ieri presso l’Auditorium Ferrigno di Scala, sede della Fondazione Meridies. La serata è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione, per discutere della legge, della sua approvazione e del lavoro che, congiuntamente, stanno svolgendo Ordine e Fnsi affinché diventi operativa.
L’intervento di Giulietti è stato incentrato sull’iter della legge sull’equo compenso, sugli obiettivi che si pone di raggiungere e sulla situazione di precariato che oramai da tempo affligge la categoria.
Al termine dell’appassionato e appassionante intervento di Giulietti, la parola è passata a: Salvatore Campitiello e Walter Di Munzio – rispettivamente presidenti dell’Assostampa Valle del Sarno e dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi; al rettore dell’Università di Cassino, Ciro Attaianese, presidente della Fondazione Meridies che ha ospitato l’incontro; Carlo Verna, giornalista Rai e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Claudio Ciotola, componente del comitato esecutivo dell’Ordine dei giornalisti; e Ivana Bottone, vicesindaco di Scala in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
«Il giornalista ha diritti e doveri – ha ricordato Salvatore Campitiello, presidente dell’Assostampa Valle del Sarno e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nel corso del suo intervento – Chi opera nel mondo dell’informazione deve garantire il rispetto della deontologia professionale, delle leggi collegate al mondo dell’informazione e della Costituzione. Il diritto dei giornalisti è quello di ottenere un equo compenso; ma si tratta di un diritto che purtroppo non sempre viene rispettato. C’è, dunque, un forte sbilanciamento tra diritti e doveri che va equilibrato. La Carta di Firenze e la legge sull’equo compenso sono gli strumenti utili per ottenere il riconoscimento dei diritti dei giornalisti. La legge è in vigore dalla metà dello scorso mese di gennaio e ha bisogno ancora di un po’ di tempo per l’applicazione: la commissione che dovrà determinare matematicamente l’equo compenso è in fase conclusiva. La riottosità, purtroppo, viene dagli editori. Ma dobbiamo dire – ha detto, in conclusione Campitiello – che ci sono anche delle note positive: fra queste la Carta di Firenze, che rappresenta le regole deontologiche che le redazioni devono rispettare; e il fatto che alcune regioni d’Italia abbiano deciso di favorire, nelle rispettive leggi per i contributi all’editoria, quelle testate che rispettano la legge sull’equo compenso». Per tutti i giornalisti che vogliono denunciare situazioni che violano i principi della legge e della Carta di Firenze, l’Ordine nazionale dei giornalisti ha istituito una casella di posta elettronica a cui è possibile inviare segnalazioni anche in forma anonima. La mail è: noallosfruttamento@odg.it .

L’equo compenso smaschera i banditi dell’editoria

ROMA – Il nuovo intervento di un’alta autorità istituzionale, la terza carica dello Stato, il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini (pochi giorni dopo le parole del Presidente della Repubblica e le azioni del Presidente del Senato), a sostegno del “minimo di giustizia sociale” per un equo compenso del lavoro giornalistico autonomo, a fronte di migliaia di casi di trattamento indecente e da fame (pochi euro a pezzo per articolo), indica la gravità di un fenomeno che va corretto con ogni mezzo al più presto.

C’è una proposta di legge in discussione al Senato che attende la definizione dell’iter legislativo, proprio dopo il sì della Camera. Messe a punto per garantirne l’efficacia possono essere valutate, ma il tempo stringe e non è accettabile in alcun modo l’idea che non esista l’esigenza di garantire per tutti i lavoratori autonomi, giornalisti compresi, il giusto compenso e la corretta tutela giuridica estensiva per combattere precariato e forme improprie di contrattazione.
Nei giorni scorsi la Fnsi ha aperto una interlocuzione con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, affinché siano rimossi gli ostacoli a un provvedimento di questo tipo, che è indispensabile per ovviare all’azione di molti editori senza scrupoli che sfruttano oltre ogni limite il lavoro dei giornalisti autonomi, alterando con ciò anche la concorrenza di mercato e danneggiando gli editori corretti.
Il presidente Fini ha posto giustamente il dito su questa piaga, richiamando la “coscienza” degli imprenditori per la giusta considerazione del lavoro sul quale organizzano la loro attività.
(Scritto da: Fnsi in Editoria, Fnsi, Notizie; fonte: http://www.giornalisticalabria.it)