Giornalisti, Odg: no allo sfruttamento e ai contratti-ricatto

Di seguito riportiamo la notizia Ansa che riprende il testo del documento approvato ieri in Consiglio Nazionale.

 

Foto: mugi.it

Foto: mugi.it

ROMA, 20 GENNAIO 2015. “NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI GIORNALISTI E A CONTRATTI-RICATTO PER I COLLABORATORI. LA LIBERA INFORMAZIONE PASSA ANCHE PER IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DEI GIORNALISTI E DEL LORO GIUSTO COMPENSO”. E’ QUANTO SI LEGGE IN UN ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI, RIUNITO A ROMA NEI GIORNI 20, 21 E 22 GENNAIO. “IN QUESTO INIZIO DI 2015 – SI LEGGE NEL DOCUMENTO – SI MOLTIPLICANO LE NOTIZIE SU CONTRATTI VERGOGNOSI PROPOSTI A COLLABORATORI PENA IL MANCATO RINNOVO. RIDUZIONI DEL COMPENSO E PEZZI PAGATI POCHI EURO. ELUDENDO ANCHE LA LEGGE SULL’EQUO COMPENSO CON CLAUSOLE CHE NON PREVEDONO, AD ESEMPIO, IL PAGAMENTO DI VIDEO E FOTO, DIRETTE WEB, OPPURE DANDO COMPENSI IRRISORI PER ARTICOLI CHE SUPERANO IL MINIMO ‘CONCORDATO’. CON LA BEFFA CHE CHI PIÙ LAVORA MENO VIENE PAGATO E MENO DIRITTI HA”. “UNO DEI CASI EMBLEMATICI – MA NON CERTAMENTE L’UNICO – È QUELLO SEGNALATO IN QUESTI GIORNI ALL’ORDINE DI DUE GIORNALI DELLA FINEGIL-GRUPPO ESPRESSO: LA CITTÀ DI SALERNO E IL CENTRO DI PESCARA. IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE “ESPRIME LA PIÙ FERMA CONDANNA PER UN FENOMENO CHE SI STA ESPANDENDO IN MANIERA PREOCCUPANTE NELLE AZIENDE EDITORIALI E METTE A RISCHIO LA PROFESSIONE GIORNALISTICA E LA LIBERA INFORMAZIONE”; ANNUNCIA CHE “SARÀ AVVIATA UNA ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO IN PIENO ACCORDO CON GLI ORDINI REGIONALI PER GARANTIRE IL RISPETTO DELLA CARTA DI FIRENZE. CHE SARANNO SEGNALATI AI CONSIGLI DI DISCIPLINA COMPORTAMENTI DELLA CATENA DI COMANDO RITENUTI CONTRARI ALLA DEONTOLOGIA E ALLA SOLIDARIETÀ TRA COLLEGHI, SIANO ESSI DIPENDENTI O FREE LANCE”; SI RISERVA DI “RICORRERE A STRUMENTI ANCHE LEGALI PER GARANTIRE LA TUTELA DEL DIRITTO DEI CITTADINI ALL’INFORMAZIONE E DELLA DIGNITÀ PROFESSIONALE DEI GIORNALISTI E IL RISPETTO DELLE NORME VIGENTI DA PARTE DELLE AZIENDE EDITORIALI”.(ANSA).

Equo compenso, l’Odg ricorre al Tar

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti aveva deciso di presentare un ricorso al Tar contro la delibera dell’equo compenso. Ieri è stato dato il via all’iter, con le notifiche ai controinteressati: il governo, l’Inpgi, la Fnsi e la Fieg.
Il ricorso fa riferimento alla violazione della legge e allo sviamento di potere. Nel testo si fa, inoltre, presente – con la relativa documentazione – che la delibera approvata il 19 giugno, con il voto favorevole del governo, dell’Inpgi, della Fnsi, della Fieg e con il solo voto contrario dell’Ordine dei giornalisti, è stata modificata dopo la votazione, introducendo la libera trattativa tra le parti, cioè tra editori e giornalisti, per gli articoli eccedenti i primi 288.

Equo compenso, FNSI e Ordine al confronto con una proposta condivisa

(da http://www.odg.it) A un anno dalla promulgazione della legge sull’equo compenso, FNSI e Ordine dei Giornalisti integrano le loro proposte relative ai criteri di applicazione presentandosi con una posizione comune per il confronto nella riunione della commissione fissata per il 9 gennaio prossimo.
L’Ordine, valutato positivamente il documento della FNSI, l’ha integrato con i riferimenti retributivi che tengono conto dei parametri contrattuali e della tipicità delle prestazioni professionali.
Alla riunione erano presenti il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, il presidente della FNSI e della Commissione lavoro autonomo, Giovanni Rossi, il segretario generale della FNSI, Franco Siddi, la coordinatrice del gruppo di lavoro sul precariato e freelance del Cnog, Nicoletta Morabito, per l’Osservatorio Carta di Firenze, Fabrizio Morviducci.

Equo compenso, pronta la proposta dell’Ordine

(da http://www.odg.it) Una base concreta per l’attuazione dell’Equo Compenso. Il gruppo di lavoro sul precariato nella stampa dell’Ordine dei giornalisti nazionale e l’Osservatorio Carta di Firenze si sono riuniti oggi a Roma per elaborare le basi attuative per la legge 233/2012, che lega l’erogazione dei contributi pubblici alle testate editoriali alla dignità nelle retribuzioni ai giornalisti impiegati, compresi quelli con contratti atipici, anomali, di lavoro parasubordinato e subordinato.
Nella determinazione dell’equo compenso, sono stati presi a riferimento l’art. 36 della Costituzione, il vigente contratto di lavoro FNSI FIEG e il tariffario Odg 2007.
L’Ordine ha formalmente assunto come propri i valori e le enunciazioni della proposta metodologica per la determinazione dell’equo compenso del lavoro giornalistico autonomo, presentata dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della FNSI (proposta “Clan”).
Il Gruppo e l’Osservatorio hanno ipotizzato i differenti livelli retributivi per tutti i settori dell’informazione (agenzie, carta stampata, radio-tv, on-line, fotogiornalismo), tenendo conto delle specificità delle testate.

 
Freelance
13/12/2013

Presidente Fnsi a Montesilvano ad un convegno sul tema dei freelance
Rossi: “Ancora tempi incerti sull’equo compenso
Noi diciamo il collaboratore pagato meglio del dipendente”
“Che questa legge non diventi come la 150/2000 degli uffici stampa”
Rispondere sui tempi dell’equo compenso “è la cosa più complicata”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, a Montesilvano, il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) Giovanni Rossi, a margine del convegno “Giornalisti: quale equo compenso?”, evidenziando che “il tutto è complicato dal fatto che stiamo trattando il contratto di lavoro e il tema lavoro autonomo e, di conseguenza, l’equo compenso è all’interno della trattativa”.
Oltre a Rossi, al convegno, organizzato dal sindacato giornalisti abruzzesi, hanno partecipato, tra gli altri, il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione; Ferruccio Sepe, capo dipartimento informazione e editoria della presidenza del Consiglio dei ministri; il segretario del sindacato abruzzese Franco Farias. I lavori sono stati moderati dal vice segretario del sindacato abruzzese, Donato Fioriti.
“Il sottosegretario Legnini – ha proseguito Rossi – ha detto che entro l’anno dalla commissione deve venir fuori una proposta e che avrebbe affidato ad un tecnico, Tiziano Treu, il compito di definire un lodo da portare poi all’attenzione della commissione. Se così sarà poi valuteremo ciò che Treu ci rappresenterà. Certo, sarebbe meglio raggiungere un accordo ma siamo fermi su posizioni lontane”. Rossi ha sottolineato che “definire dei tempi per una trattativa tra datori di lavori e rappresentanti dei lavoratori è molto difficile. I tempi previsti dalla legge sono già stati sforati, non di un periodo eccezionale però, di mesi. Il problema è che il sottosegretario chiede giustamente alle parti sociali, cioè al sindacato dei giornalisti e alla federazione editori, di raggiungere un accordo. E poi quell’accordo portarlo alla commissione”.  (MONTESILVANO (PESCARA), 13 DICEMBRE – AGI)

 

GIORNALISTI: ROSSI (FNSI), CAPIRE LEGGE SU EQUO COMPENSO

Sull’efficacia dell’equo compenso “dipende da come leggiamo la legge”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, a Montesilvano, il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) Giovanni Rossi, a margine del convegno “Giornalisti: quale equo compenso?”. “La legge – ha proseguito Rossi – dice che gli editori che non si atterranno ai criteri stabiliti dalla commissione non potranno avere finanziamenti pubblici. Si tratta di vedere cosa si intende e ci sono due interpretazioni che creano dei problemi”.
“La prima – ha spiegato il vertice della Fnsi – è che verrebbero escluse dai finanziamenti solo le aziende che ricevono denaro diretto, cioè le più marginali; l’altra secondo cui tutte le aziende che non rispettano quei criteri saranno escluse da tutti i finanziamenti che possono venire dallo Stato, includendo anche gli ammortizzatori sociali. Questo creerebbe dei problemi perché aziende in crisi reale vedrebbero negarsi lo stato di crisi e quindi gli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Il rischio della seconda interpretazione – ha aggiunto Rossi – sarebbe quello di un conflitto tutto interno alla categoria. Siamo su un terreno molto difficile, certamente bisogna fare in maniera che non succeda come la legge 150 sugli uffici stampa negli enti pubblici”. Il presidente ha ricordato quella che ritiene la soluzione corretta, cioè la proposta presentata dall’Fnsi, affinché “il collaboratore venga pagato anche più del dipendente, ma ovviamente questa posizione non piace agli editori. Questo perché in Italia più che di freelance inteso in senso classico siamo in presenza di lavoratori precari o in nero”. L’obiettivo degli editori secondo Rossi “è usare i collaboratori come fossero dipendenti, ma pagandoli di meno”. (MONTESILVANO (PESCARA), 13 DICEMBRE – AGI)

Comunicato stampa del Movimento Unitario Giornalisti per la Campania

Comunicato Stampa del Movimento Unitario Giornalisti per la Campania (facente capo a Mimmo Falco) inerente al momento giornalistico campano

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Movimento Unitario Giornalisti per la Campania

COMUNICATO STAMPA

I colleghi giornalisti del Movimento Unitario Giornalisti per la Campania, riunitisi quest’oggi in assemblea generale, alla presenza dei 10 eletti al Consiglio Nazionale, dei 3 eletti al Consiglio Regionale e del Revisore dei Conti, nonchè dei dirigenti regionali e dei rappresentanti negli organismi della FNSI e della Asso Stampa Napoletana e dei componenti il collegio regionale di disciplina e dei rappresentanti presso il Tribunale e la Corte di Appello di Napoli, hanno esaminato nel corso di un ampio dibattito i problemi della categoria.

L’assemblea ha, quindi, approfondito le diverse tematiche che caratterizzano l’attuale situazione della professione, con particolare riferimento alle procedure per il ricongiungimento professionale, alla applicazione della legge 150/00 (uffici stampa), della carta di Firenze e dell’equo compenso.
Nel corso del confronto è stata ribadita la ineluttabile necessità di trovare una convinta e non apparente unità della categoria per tutelare e difendere i colleghi giornalisti.
Il Movimento Unitario Giornalisti per la Campania non può fare a meno di stigmatizzare tutte le posizioni di aperta e forte contrapposizione registrate all’interno della categoria all’indomani del ballottaggio per le elezioni dei rappresentanti professionisti al Consiglio Nazionale e a quello Regionale della Campania.
Tale contrapposizione indebolisce e svilisce il ruolo di tutte le rappresentanze istituzionali, sia ordinistiche che sindacali, relegandole in una posizione di forte subalternità nei confronti delle istituzioni pubbliche e degli editori. Le divisioni si sono caratterizzate anche in queste ore in una serie di incontri scollegati tra loro senza un minimo di intesa e di programmazione su quanto mettere in campo per la reale tutela della professione. Lo stato di crisi di numerose realtà territoriali, sia della carta stampata, sia delle agenzia di stampa, sia delle radio e delle televisioni, impongono una azione responsabile, condivisa e unitaria, priva di personalismi e protesa alla tutela degli interessi di tutti i colleghi.
Pertanto, il Movimento Unitario Giornalisti per la Campania, viste le azioni poste in essere circa lo svolgimento delle elezioni per il ballottaggio dei colleghi professionisti del 26 maggio 2013,
Considerato il clima di polemiche registrato a tutt’oggi,

CHIEDE

Ai colleghi giornalisti pubblicisti eletti al primo turno al Consiglio Regionale della Campania

– dall’astenersi dal partecipare alla riunione programmata per il giorno 3 giugno 2013, ore 15.00, con all’ordine del giorno, tra l’altro, le elezioni delle cariche istituzionali.

– Di non partecipare alle future riunioni che saranno convocate, fino a un necessario chiarimento tra le diverse posizioni emerse.

L’assemblea invita gli eletti, se dovesse perdurare il clima di polemiche, a rassegnare irrevocabilmente le loro dimissioni da Consiglieri Regionali dell’Ordine dei Giornalisti.
Inoltre il Movimento Unitario Giornalisti per la Campania dá mandato ai consiglieri nazionali eletti di rendersi interpreti delle esigenze che potranno essere espresse dal territorio e poi cercare di realizzare ampie intese per caratterizzare, anche a livello nazionale, l’unità della categoria che in questo momento è indispensabile. Infine, l’assemblea del Movimento Unitario Giornalisti per la Campania chiede di proseguire nella mobilitazione per dare un apporto sostanziale sia all’Ordine che al Sindacato, preannunciando che presenterà propri rappresentanti, sia professionisti che pubblicisti, a tutti i i livelli nelle future competizioni per le elezioni dei rappresentanti della categoria, rifiutando tutte le logiche di contrapposizione sterili e manichee.

Napoli, 31 maggio 2013
L˙Ufficio Stampa

EQUO COMPENSO: il governo sembra dire sì

L’on Enzo Carra e il presidente dell’Odg, Enzo Iacopino, comunicano che è stata individuata la strada per l’approvazione della proposta di legge sull’equo compenso, ferma in Senato dopo essere stata votata alla unanimità in marzo alla Camera. Carra, relatore della legge a Montecitorio, manifesta soddisfazione, dando atto “al governo di aver collaborato per trovare una soluzione, consentendo di superare lo stallo che rischiava di vanificare gli sforzi fin qui fatti e di deludere le attese di migliaia di giornalisti retribuiti con pochi euro per i loro articoli”. 
Carra spiega che uno degli elementi che consentiranno di mettere d’accordo tutte le parti in causa è l’allargamento a 7 membri della commissione che stabilirà qual è l’equo compenso, con l’inserimento di un rappresentante del sottosegretario all’Editoria, uno del Ministero del Lavoro, uno dello Sviluppo economico e di uno di Fieg e Uspi accanto a uno designato da Odg e uno da Fnsi. Iacopino aggiunge che il risultato non sarebbe stato possibile “senza l’attiva collaborazione del sottosegretario Paolo Peluffo e del presidente della commissione Lavoro del Senato, Pasquale Giuliano, il quale nella sua qualità di relatore farà sintesi delle richieste che sono state presentate. Ma occorre anche non dimenticare – afferma Iacopino – l’iniziativa di Silvano Moffa, primo firmatario, e l’instancabile lavoro di tessitura fatto proprio dall’on Enzo Carra. Un’azione appoggiata senza esitazioni da Odg e Fnsi con l’obiettivo di approvare norme dall’alto contenuto morale”. 
Sia il presidente dell’Odg sia quello della Fnsi, Roberto Natale, ritengono che “l’importante sia l’approvazione della legge. Nellla commissione le buone ragioni dei giornalisti riusciranno a trovare quella attenzione che merita ogni responsabile rivendicazione di un diritto fin qui mortificato: un compenso che sia adeguato alla delicata funzione costituzionale che migliaia di giovani di tante età svolgono per garantire ai cittadini una informazione pacata e responsabile, rispettosa della verità e delle persone, tale da contribuire alla crescita democratica del Paese”.
(fonte http://www.odg.it 7.8.2012)

Equo compenso, ulteriori aggiornamenti

24/07/2012

Il ministro Fornero ha detto no all’approvazione della legge sull’equo compenso. La vergogna si è consumata, commenta Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti. 
Iacopino nota che il ministro smentisce lo stesso governo del quale fa parte che aveva dato un parere favorevole in occasione della prima lettura e oltraggia la volontà della Camera, che aveva approvato la norma alla unanimità. Cadono nel vuoto l’appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del Senato il quale, d’intesa con il senatore Pasquale Giuliano, che presiede la commissione Lavoro, saprà certamente tutelare le prerogative del Parlamento. Il parere del governo non è, infatti, vincolante. Una domanda: agli interessi di quale lobby risponde un atteggiamento come questo? Un secondo quesito: davvero i parlamentari decideranno di far spazzare via da un diktat una azione di moralizzazione nel delicato mondo dell’informazione?
(fonte Cnog)

 

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Alla Commissione Lavoro del Senato sul testo Moffa, Carra e Giulietti
Fnsi: ingiusto il no di Elsa Fornero su l’equo compenso
Legge indispensabile contro il caporalato nell’editoria
Silvano Moffa: la posizione del ministro del Lavoro è paradossale
Intervenendo alla Commissione Lavoro del Senato, il Ministro Fornero ha espresso una riserva e una perplessità alla proposta di legge Moffa, Carra, Giulietti e altri sull’equo compenso per il lavoro giornalistico. Si comprende così il motivo del blocco che per settimane aveva tenuto fermo il provvedimento, malgrado fosse stato approvato all’unanimità dalla Camera. L’odierno parere negativo capovolge il precedente positivo notificato dallo stesso esecutivo alla Camera e rischia di affossare un provvedimento atteso da migliaia di precari e precarie dell’informazione.
Ma l’esigenza di un provvedimento legislativo sulla materia è urgente e indispensabile, come riconosciuto ancora pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Senato, che avevano sollecitato una positiva e rapida conclusione dell’iter legislativo in corso.
Il sindacato dei giornalisti non starà a guardare. Il provvedimento per l’equo compenso è una risposta di civiltà contro il vero e proprio “caporalato” che affligge larghe aree dell’informazione, e permette a troppi editori senza scrupoli di sfruttare oltre ogni limite il lavoro dei giornalisti praticando, inoltre,  una concorrenza sleale ai danni degli imprenditori corretti. Il governo non può dire di voler combattere la precarietà e l’illegalità nel lavoro e poi apparire e essere incoerente. Peraltro, nel Paese che assume a tempo indeterminato il Direttore Generale della Rai, è semplicemente inaccettabile che debbano continuare ad essere “flessibili” coloro che vengono pagati 3 euro a pezzo”. (fonte Fnsi)

 

 

Giornalisti/Napolitano: spero che il Senato conclusa esame equo compenso. Lo 
farò presente al presidente Schifani

Roma, 20 luglio 2012. «Auspico si proceda all’esame» della legge sull’equo compenso per i giornalisti «anche nel secondo ramo del Parlamento molto celermente. Lo farò presente al presidente Schifani. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine della cerimonia del Ventaglio. »So – ha aggiunto – che c’è un accordo tra le forze politiche, a volte per fortuna accade«.
(fonte:TMNews)

Equo compenso, una nuova speranza

Così dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti

EQUO COMPENSO: una nuova speranza
19/04/2012

E’ bastato lavorare, spiegare, dare le risposte necessarie, far capire quali e quante vergogne si consumano nel mondo dell’editoria. Lo sconcerto in chi ascoltava l’oltraggio di quelle cifre (pochi centesimi, due o tre o cinque euro ad articolo) era pari solo alla sorpresa e al disgusto che veniva manifestato.
Ora, dopo la doccia gelida di martedì 17, si apre una nuova speranza. Grazie all’intervento del presidente del Senato, Renato Schifani, il quale ha ribadito il suo impegno all’esame rapido della proposta; alla moral suasion del presidente della commissione Lavoro, Pasquale Giuliano, e di altri che hanno contribuito al chiarimento, primi tra tanti il sen. Luigi Zanda e, continuando nel suo prezioso lavoro, l’on. Enzo Carra.
Martedì 17 un brivido. La commissione Lavoro del Senato aveva incardinato in sede deliberante (è l’equivalente della legislativa con la quale la commissione Cultura della Camera l’ha approvata in prima lettura) la proposta che noi, per semplicità, chiamiamo sull’”equo compenso del lavoro giornalistico”.
Il presidente Pasquale Giuliano ha fatto presente che c’erano dei problemi (legati ai tempi dell’entrata in vigore della legge e dei parametri giudicati equi) ed ha suggerito di inserire nella Commissione che valuterà l’”equità retributiva” un membro della Fieg accanto ai quattro designati da Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo economico, Ordine dei giornalisti e Fnsi. Il sen. Giuliano non sapeva che, durante l’esame alla Camera, era stato l’allora presidente della Fieg, Carlo Malinconico, a dire al relatore, Enzo Carra, che gli editori preferivano non farne parte.
Ma questo inserimento non è un problema, a patto che si chiariscano con quali modalità la commissione dovrà operare e, in particolare, che nessuno singolarmente, con l’assenza o altri strumenti, possa determinarne la paralisi.
Restava la sorprendente dichiarazione del vice ministro Michel Martone, il quale apre il suo blog assumendo come sue le parole del presidente del Consiglio, Mario Monti, e del ministro Elsa Fornero: il governo vuole “scommettere sui giovani”. Verosimilmente è in coerenza con tale principio che ha annunciato possibili emendamenti al provvedimento che, ammesso ci siano, occorre capire se ha il titolo per presentarli.
Martone, sempre nel suo blog (www.michelmartone.org/), pubblica una nota intitolata “Il labirinto della precarietà”, nella quale scrive, tra altro:

“Il vero problema è che un tempo arrivare al castello (quello del lavoro sicuro ndr) era semplice. Certo, c’era una selezione all’entrata ma, superata quella, il lavoro era garantito per tutta la vita e si andava in pensione con l’ottanta per cento dell’ultima retribuzione. E c’erano persino dei baby pensionati.
Oggi, invece, per accedere a quello splendido sistema di protezione è necessario superare un labirinto oscuro e rischioso. Lo chiamano il labirinto della precarietà e non c’è via di scampo: deve essere affrontato da tutti quelli che cercano lavoro perché gli imprenditori hanno paura dell’art. 18.
Alcuni, pochi, fortunati, meritevoli o raccomandati, trovano subito la via d’uscita. I più ci passano anni. Altri si perdono nei suoi meandri. Tutti raccontano di un luogo angoscioso, fonte di insicurezze e frustrazioni e disseminato di trappole crudeli. Sono le trappole della precarietà. Hanno nomi sempre diversi – stage, contratti di inserimento, contratti di apprendistato, contratti a termine, contratti di somministrazione, contratti di lavoro a progetto, co. co. co. – ma sono tutte accomunate dall’essere precarie. Non danno diritto alla protezione dell’art. 18. Dopo un certo periodo di tempo scadono e tu ti ritrovi al punto di partenza con qualche anno in più, qualche speranza in meno e pochi contributi previdenziali”.

Può chi scrive e condivide queste cose, presentare, ammesso ne abbia titolo, a nome del governo, emendamenti che non contrastino la vergogna che impedisce di entrare “nel castello”? Emendamenti, di più, che non consentano agli sfruttati di ogni età di avere le risorse economiche necessarie per continuare ad offrire ai cittadini una informazione libera e responsabile, angariati come sono da quegli editori che si comportano come i caporali che sfruttano la manodopera nella raccolta dei pomodori? Certo che non può e che, ammesso ne abbia titolo, se emendamenti presenterà saranno funzionali a garantire diritti, quelli dei giornalisti, e non privilegi, quelli degli editori sovvenzionati con danaro della collettività.

Fnsi: grave stop alla legge sull’equo compenso. Immediato e rapido chiarimento del Governo

GIORNALISTI. MARTONE:
DA GOVERNO MODIFICHE
a ddl sull’EQUO COMPENSO.
TESTO ALL’ESAME della
COMMISSIONE LAVORO
del SENATO MA DUBBI
DA PDL-PD-TERZO POLO.

Fnsi: grave stop alla legge sull’equo compenso.Immediato e rapido chiarimento del Governo
Roma, 18 aprile 2012. «Il governo presenterà emendamenti» al provvedimento sull’equo compenso per i giornalisti precari all’esame della commissione Lavoro del Senato e già approvato dalla Camera. Lo «anticipa» il viceministro al Welfare Michel Martone secondo quanto si legge nei bollettini parlamentari. La necessità di «approfondimenti» in vista di possibili modifiche viene d’altro canto espressa anche dal Pdl, dal Pd e dal Terzo Polo. «Un esame ponderato del testo – afferma il senatore del Pdl Maurizio Castro – consentirà di emendare le imperfezioni tecniche e di prevedere forme di attuazione progressiva delle nuove norme, in un tessuto imprenditoriale caratterizzato non solo da grandi gruppi, ma anche da piccoli editori locali e da imprese strutturalmente più fragili». E proprio pensando a questi soggetti l’esponente del Terzo Polo Franco Bruno «suggerisce di integrare l’elenco dei soggetti già ascoltati nel corso dell’indagine conoscitiva con l’audizione di rappresentanti dei piccoli editori di giornali». (ANSA).
Fnsi: grave stop alla legge sull’equo compenso.

Immediato e rapido chiarimento del Governo

Roma, 18 aprile 2012. “Una buona legge per l’equo compenso dei giornalisti freelance è l’obiettivo della Fnsi, il Sindacato di categoria. Lo stop del Governo al progetto di legge, all’esame della Commissione Lavoro del Senato, preoccupa perché pone un’ombra sulla concorde volontà politica, sin qui dichiarata, nell’obiettivo di definire una norma anti abuso e di giustizia. La necessità di ‘approfondimenti’ e emendamenti del Governo annunciati dal viceministro del Lavoro, Michel Martone, è una sorpresa; tanto più che lo stesso Governo aveva già dato via libera al provvedimento sull’equo compenso con un proprio parere favorevole trasmesso alla Camera. A questo punto non si comprende neanche il cambiamento di posizione di alcuni partiti che avevano, solo pochi giorni fa, approvato il progetto di legge alla Camera. Per questi motivi la Fnsi sollecita, sin d’ora, incontri di verifica con i rappresentanti dei Gruppi Parlamentari. La Giunta Esecutiva della Fnsi chiede, perciò, che si faccia un rapido chiarimento e che sia sbloccato un progetto di legge diventato indispensabile affinché il delicato lavoro giornalistico freelance sia sottratto a forme di ingiusta e iniqua retribuzione e quindi di condizionamento e precariato”. (www.fnsi.it)