Premio Mimmo Castellano – V Edizione

Premio 2013 al giornalista-col.Vincenzo Lauro Ritorna come ogni anno, e siamo alla quinta edizione, il Premio Giornalistico “Mimmo Castellano”. Quest’anno il Premio si terrà nell’Aula Consiliare del Comune di Castel San Giorgio, messa a disposizione dalla locale Amministrazione, giovedì 22 ottobre con inizio alle ore 16.
La manifestazione – organizzata dall’Associazione della Stampa Campania Valle del Sarno, con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Movimento Unitario Giornalisti, del Comune di Castel San Giorgio e della Provincia di Salerno – intende onorare la memoria di Mimmo Castellano, già vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania e segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Mimmo Castellano per moltissimi anni, fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso, ha rappresentato in modo esemplare la categoria dei giornalisti ed è stato un punto di riferimento costante per il mondo dell’informazione e per i suoi addetti.

Egli è stato paladino di mille battaglie sindacali, vinte proprio grazie al suo impegno e alla tenacia con le quali ha sempre affrontato i problemi della categoria.
Mimmo Castellano è scomparso il 16 giugno del 2008 a Castellammare di Stabia e l’Assostampa Campania Valle del Sarno, fin dalla sua costituzione, si è proposta di onorarne la memoria con un premio giornalistico, giunto quest’anno alla quinta edizione. Il premio sarà assegnato ad alcuni prestigiosi colleghi che nel corso della loro carriera si sono particolarmente distinti in campo nazionale. Non sono stati trascurati, però, come sempre, nell’ottica di una più ampia visione di un lavoro difficile e spesso poco gratificante, colleghi che hanno operato e operano nel difficile campo dell’informazione locale, vera palestra di frontiera, e che si sono distinti nell’arte della verità e del buon giornalismo, nonostante gli ambienti spesso difficili in cui si trovano a operare.
Premio 2013 alla giornalista Lucia Annunziata
Presenzieranno all’evento:
– il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino;
– il presidente del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli;
– il presidente del Movimento Unitario dei Giornalisti, Mimmo Falco.
Durante la serata sono previsti intermezzi musicali della solista Marzia De Nardo.

IL PRESIDENTE (Salvatore Campitiello)

Iacopino: «Nessun finanziamento a chi sfrutta i giornalisti»

(tratto da http://www.odg.it)

ENZO IACOPINO ORDINE GIORNALISTI

Questo il contributo  dell’ODG inviato dal Presidente Enzo Iacopino al sottosegretario On. Luca Lotti, dopo la riunione del “tavolo dell’editoria”

Illustre Sottosegretario,
raccogliendo l’invito da Lei rivolto in occasione della riunione del 12 u.s. (il “tavolo sui problemi dell’editoria”), Le invio un contributo per la messa a punto del provvedimento che ha intenzioni di predisporre.
Ribadisco ancora una volta una posizione diversa da quella di quasi tutti i presenti, legittimamente preoccupati della possibilità di ottenere nuove risorse pubbliche.
I contributi sono utili, in molti casi necessari o perfino indispensabili, sia chiaro.
Apprezzo il Suo orientamento a usare come parametro il “venduto”, cioè il numero delle copie effettivamente acquistate dai lettori.
Mi permetto di segnalarLe l’opportunità di una diversa e maggiore attenzione per quella che riduttivamente viene definita “stampa locale”. E’ quella che più affronta i problemi reali dei cittadini e merita, senza dubbio a mio avviso, un sostegno concreto.
Rifletterei sull’idea di un prelievo sulla pubblicità televisiva stando attenti, però, ad evitare di allargare la platea della sofferenza perché le Tv non sono solo quelle “dominanti”, con i loro bilanci a molte cifre, ma ci sono anche quelle che sono una testimonianza della passione per l’informazione e di un reale spirito di servizio a favore dei cittadini di un’area più o meno ampia.
La vita non può essere solo fredda contabilità, tanto meno in un settore delicato quale quello dell’informazione.
Occorre una maggiore, e reale, azione di vigilanza, rivedendo le norme che riguardano i Corecom e prevedendo per loro poteri di controllo non burocratici.
Ma ritengo, a nome dell’Ordine dei giornalisti, che sia preliminarmente necessario affrontare una questione morale, espressione abusata, ma di drammatica attualità.
Ci sono tre aspetti sui quali desidero sollecitare la Sua attenzione che, ad avviso dell’Odg, debbono essere considerati pre condizioni per poter ottenere finanziamenti.
Il primo: non dovranno poter accedere a questo fondo gli editori che non documentano di retribuire i giornalisti in maniera dignitosa, nel rispetto dell’art 36 della Costituzione. Immaginare che possano usufruirne editori di primaria importanza che impongono di fatto contratti che prevedono 4.800,00 euro l’anno per 288 articoli (tasse, previdenza, spese, foto, video e abstract per l’on line compresi) con l’aggiunta di 120,00 annuali forfettari per tutti gli altri servizi oltre i primi 288, sarebbe un vero oltraggio. Con quelle somme (e poco conta che possano essere superiori a quelle corrisposte in passato) non solo non si garantisce una informazione di qualità, alla quale i cittadini hanno diritto, ma si legittimerebbe la “schiavitù” con il finanziamento dello Stato.
Il secondo: la creazione di un registro degli editori nel quale tutti quanti, direttamente o indirettamente, operano nel settore dell’informazione, conferiscano l’elenco delle legittime partecipazioni che hanno, personalmente o tramite gli strumenti consentiti, in altre società. I cittadini hanno il diritto di sapere perché alcune notizie non appaiono su questo o quell’organo di stampa. O perché altre vengono privilegiate o enfatizzate. Questo registro consentirebbe, inoltre, allo Stato di monitorare gli innegabili vantaggi che gli imprenditori impegnati nel mondo dell’informazione hanno nelle loro altre attività.
Il terzo ma non ultimo: sempre più di frequente ci sono editori che “spariscono”, lasciando i giornalisti ad affrontare da soli i costi di controversie, in sede penale e civile. Non pochi tra loro  sono a volte chiamati a rispondere con le loro risorse (quando sono per di più senza contratto) alle condanne per il richiesto risarcimento. Ma, salvo rare eccezioni, tutti debbono affrontare in proprio anche i costi legali di vicende che molto spesso si concludono con assoluzioni dopo anni. Gli editori debbono essere obbligati, modificando ove necessario anche altre norme esistenti, non solo a garantire assistenza ai giornalisti e ad assumersi la responsabilità economica delle condanne, ma a creare un Fondo di garanzia per fare fronte a tutto questo.
Confido, Signor Sottosegretario, che Lei terrà conto di queste osservazioni nel predisporre il provvedimento che Le auguro possa vedere la luce, come da Lei annunciato, nei prossimi due o tre mesi.

Solidarietà al mensile Angri ’80: dov’è la diffamazione?

giornali-350Desta meraviglia la sentenza di primo grado, emessa dal giudice di Pace dottoressa Gamberini, che condanna il mensile “ANGRI ’80” e per esso sia il direttore responsabile Antonio Lombardi che Luigi D’Antuono, estensore di un articolo che avrebbe offeso l’avvocato Antonio Pentangelo, legale del Comune di Angri.
La sentenza è oltremodo stupefacente in quanto i giornalisti in questione – come si può facilmente evincere dalla lettura dell’articolo – hanno solo esercitato il sacrosanto diritto di critica e di cronaca, nell’interesse pubblico e su fatti di rilevanza amministrativa che interessano il Comune di Angri.
Per quanto esposto, poiché non ci pare che ci sia stata diffamazione nei confronti dell’avvocato Pentangelo, non può essere condivisa la sentenza, anche se il Giudice di Pace ha accolto parzialmente la richiesta di risarcimento danni.
Ci sentiamo di appoggiare il ricorso in Appello che i colleghi di Angri vorranno presentare, nell’auspicio che il Tribunale di Nocera Inferiore – dopo un’accurata verifica del caso – ribalti la sentenza di primo grado, facendo rispettare in maniera inequivocabile la libertà di informazione sancita dall’articolo 21 della Costituzione e dall’art. 10 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Salvatore Campitiello
Presidente Assostampa Campania Valle del Sarno
Consigliere Nazionale Ordine dei Giornalisti

Mimmo Falco
Presidente Movimento Unitario Giornalisti

Fa causa a “Il Messaggero” e vince. Iacopino: “Fate valere vostri diritti”

da http://www.odg.it

111.522 euro: è la somma che “Il Messaggero” dovrà versare al giornalista anconetano Marco Giuseppe Benarrivo, collaboratore fisso della testata per oltre cinque anni che ha vinto la causa nei confronti dell’editore. La condanna al risarcimento è stata infatti confermata anche dalla Corte d’appello del capoluogo marchigiano. “Gli schiavi vincono: fategli causa”, è il commento di Enzo Iacopino, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, da tempo impegnato nella battaglia per l’equo compenso di collaboratori e freelance.
”Fate valere i vostri diritti – afferma Iacopino – perchè le sentenze sono chiare. In appello vengono confermate tutte le decisioni del Tribunale, con l’aggiunta della regolarizzazione contributiva del rapporto”.
Marco Giuseppe Benarrivo aveva fatto causa alla testata per richiedere il compenso dovuto ai collaboratori fissi come da contratto nazionale, che non gli era mai stato corrisposto. Così dopo cinque anni e mezzo di lavoro sono state pronunciate le due sentenze di condanna per  “Il Messaggero”.
L’appello non ha solo confermato: ha infatti anche aggiunto altri 7.000 euro di spese a carico della testata. Per avere i suoi soldi, Benarrivo ha dovuto pignorare la redazione del giornale che si trova in via del Tritone a Roma. Solo a quel punto, “Il Messaggero” – che aveva chiesto una sospensiva che è stata respinta – gli ha versato 50.000 euro ed ha depositato una fideiussione per la parte restante della somma (in attesa della definizione del ricorso in Cassazione che non valuta il merito).

“Suntime”, i giornalisti dell’anno

Grande festa dei giornalisti in erba della Scuola Media “Solimena-De Lorenzo” di Nocera Inferiore.
Ad essere festeggiati sono stati gli allevi risultati vincitori al Premio Nazionale “FARE IL GIORNALE NELLE SCUOLE”, organizzato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti. La redazione di Suntime era stata in precedenza premiati anche a Chianciano Terme, primo premio “Giornalista dell’anno” nell’ambito della rassegna organizzata da Alboscuole.

La  manifestazione  di fine anno è stata patrocinata dall’Assostampa Campania Valle del Sarno e si è svolta nell’Aula Magna del plesso scolastico di Nocera Inferiore. Presenti, in un’aula gremita di alunni, parenti e personale docente, il preside Giuseppe Pannullo, dell’insegnante-giornalista Annamaria Bove, ideatrice e realizzatrice del giornale “SUNTIME”.

A premiare gli allievi, sono stati: Mimmo Falco, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, i consiglieri nazionale dell’Ordine dei giornalisti Annamaria Riccio e Armando De Rosa, il consigliere della Federazione della Stampa Italiana Elia Fiorillo, il presidente dell’Assostampa Campania Valle del Sarno Salvatore Campitiello e la segretaria dell’Assostampa Campania Valle Sarno Barbara Ruggiero.
Presenti alla premiazione il consigliere dell’Assostampa Campania Valle del Sarno Luigi Di Mauro, e i giornalisti Patrizia Sereno e Gianluca Santangelo.