Esperto in giornalismo con laurea in informatica: la scuola ritiri il bando

Siamo all’assurdo: un informatico dovrebbe insegnare giornalismo a scuola.
È quanto emerge dall’“avviso di selezione per reclutamento Esperti esterni nell’ambito del progetto ‘MiniOlimpiadi tra creatività e legalità’” pubblicato sul sito del Secondo Circolo Didattico di Mercato San Severino (SA).
È una situazione mortificante per l’intera categoria dei giornalisti che l’Assostampa intende difendere.
Con tutto il rispetto per gli informatici, ci chiediamo perché un esperto un esperto di sistemi informatici dovrebbe insegnare giornalismo? Quali competenze ha in materia tali da richiedere come titolo di accesso alla selezione la laurea in informatica a scapito di giornalisti e/o laureati in Comunicazione?
Chiediamo chiarezza al dirigente dell’istituto scolastico e lo invitiamo a ritirare il bando per modificare i titoli di accesso.

Convegno giornalistico a Mercato San Severino

di Carmine De Nardo

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Presso il palazzo vanvitelliano di Mercato San Severino, nell’aula consiliare, nell’ambito della programmazione dei corsi di aggiornamento per giornalisti, si è tenuto il convegno dal tema:
“I nuovi migranti italiani – Una corretta informazione”.
Il convegno, organizzato dal Consiglio dell’ordine dei giornalisti della Campania, è stato realizzato dall’ infaticabile staff dell’Assostampa Campania Valle del Sarno sotto la guida del presidente Salvatore Campitiello.
 
Hanno presieduto la conferenza lo stesso Salvatore Campitiello; Ottavio Lucarelli, presidente Ordine giornalisti Campania; Antonio Corbisiero, direttore del centro studi Pascal D’Angelo. Sono intervenuti Maria Grazia Moffa, docente di Sociologia del lavoro università di Salerno e Francesco Palumbo, neo presidente giovani di Confindustria della Campania.
Ma l’ospite d’eccezione è stato Gennaro Sangiuliano, vicedirettore Tg1 Rai che è intervenuto con una vera e propria lectio magistralis di geografia economica. Tanti i punti della sua corposa ed applaudita relazione: “L’ epicentro dell’economia mondiale – ha iniziato a spiegare – si è spostato dall’ Europa all’ Asia e in particolare in Cina. Fatto questo che è già avvenuto in passato quando con la scoperta dell’America la ricchezza dei commerci si spostò dal mediterraneo all’atlantico facendo emergere nuove potenze economiche come l’Olanda e la Gran Bretagna.
L’Italia che non ha risorse naturali, nel secondo dopoguerra si è affermata con la sua capacità di trasformazione delle materie prime. Il made in Italy ha tratto la sua peculiarità dalla storia a partire dallo spirito italiano nato dalla fusione dei longobardi con i latini fino al genio italico del grande periodo rinascimentale. Ma oggi la crisi ha fatto perdere all’ Italia 9 punti di Pil. Mentre si è perso negli ultimi anni il 30 % della produttività. Stiamo assistendo nel contempo alla perdita strutturale della capacità produttiva. È una condizione tragica”.
“In passato – ha continuato – l’Italia cresceva intorno a illustri personaggi come il premio Nobel assegnato a Giulio Natta che permise grandi investimenti nella chimica con l’invenzione dei polimeri, Olivetti che produsse le prime calcolatrici, e il gruppo di ricerca Torinese che approdò al primo cellulare.
Purtroppo l’ Italia oggi assiste impotente anche alla fuga dei giovani laureati. Dopo che lo stato italiano con le sue università, che sono le più economiche dei paesi industrializzati, investe nella formazione di tanti giovani, non può ricevere i benefici dall’ attività di queste nuove menti pensanti per la cronica mancanza di lavoro sul territorio nazionale”.
“Costa – ha continuato a spiegare Sangiuliano – 1 milione di euro un laureato in medicina, mentre dalle scuole di aeronautica escono i piloti delle compagnie di aviazione come la Lufthansa e gli infermieri preparati abilmente in Campania vengono reclutati dagli ospedali tedeschi. Le capitali europee sono piene di giovani laureati italiani a partire da Londra…. e mentre il personale più specializzato lascia l’Italia arriva dalla Bulgaria e dalla Romania chi dovrà prendere il suo posto con minore competenza”.
Sulle migrazioni verso l’Italia ha detto: “Nel frattempo anche le migrazioni massicce dall’ Africa stanno mettendo in atto una vera e propria sostituzione di popolazione. Non è possibile travasare
l’Africa in Italia”.
“Per quanto riguarda il Sud, – infine- si assiste ad un grave peggioramento delle condizioni della qualità della vita senza che la popolazione rivendichi un cambiamento migliorativo. Sembra la descrizione che Salvemini faceva nel suo libro “ Un Viaggio in treno”. Per andare da Roma a Lecce ci vogliono ancora 12 ore mentre si arriva in America in sette”.
“Purtroppo – ha concluso Sangiuliano con vena amara e di critica – anche dal punto di vista politico vi è un clima di decadenza: mentre personaggi politici del nostro passato come Pietro Nenni organizzavano la programmazione economica per il progresso dell’ Italia, oggi assistiamo a situazioni dove un banchiere condannato, si trova a capo dell’ ultimo polmone produttivo Italiano”.

Presentato il libro di Anna Maria Noia

Listener[2]Presentata presso l’aula consiliare “Carmine Manzi”, del comune di Mercato San Severino l’ultima pubblicazione della giornalista (socia dell’Assostampa Campania Valle del Sarno e del Movimento Unitario dei Giornalisti) e saggista Anna Maria Noia.
Classe 1975, l’autrice si è cimentata stavolta con una silloge poetica: “Lungo il sentiero. Liriche liminaristiche e crepuscolari. Il senso della mia esistenza.”
Nonostante la scrittrice abbia già all’attivo ben cinque opere, differenti per temi, questo volumetto è a lei più caro – assieme a un’opera di etnografia sulle tradizioni popolari del comprensorio: “Calendario salernitano delle tradizioni popolari” – edizioni Marte (Salerno).
Centoundici carmi, centotrentuno pagine, dense ma scorrevoli; copertina e illustrazioni interne a cura dell’autrice stessa. Il libro è stato realizzato in collaborazione con Danilo Napoli per i tipi di edizioni Ke.da.na.
Accanto alla scrittrice Noia, presente in sala, l’assessore alle Politiche Culturali Assunta Alfano – per i saluti istituzionali – il relatore e curatore dell’introduzione al libro Michele Sessa, poeta e scrittore (nonché giornalista) di Lancusi (Fisciano); il direttore del quotidiano on line Dentrosalerno.it Rita Occidente Lupo.
Belle frasi sono state pronunciate – in maniera sentita ed emozionata – da parte dei convenuti; le doti di amabilità e cordialità di Anna Maria Noia sono state, in particolare, stigmatizzate da Sessa e dall’amica Rita Occidente, la moderatrice, nell’ambito della prolusione.
Tra gli intervenuti, anche il parroco della frazione S. Angelo don Antonio Sorrentino e il presidente dell’Associazione del Giornalisti Campania Valle del Sarno, Salvatore Campitiello. Egli ha inteso premiare la giovane scrittrice con una medaglia in ceramica, riportante il logo dell’associazione.
Figlia “d’arte” (come è stato anche opportunamente sottolineato, anche se la Nostra persegue la sua strada “culturale” da sola) del grande Gino, intellettuale della Valle Irno, Noia è eclettica e poliedrica. Laureata in Scienze della Comunicazione, con una tesi in Antropologia Culturale, ha molti e variegati, vivaci interessi. Tra questi, la lettura e la musica. Impegnata nel sociale, fa attualmente parte del coro “Armonia 2000” presso la chiesa di S. Giovanni in Palco di Mercato S. Severino.
“Con tali liriche – afferma Anna Maria Noia – ho inteso e intendo attraversare tempo e spazio. Gli spunti di riflessione concernono attimi reconditi di occasioni quotidiane, a tratti gai e gioiosi, a volte malinconici e tristi, altre addirittura drammatici.”
Tra le pubblicazioni di Anna Maria Noia, ricordiamo il saggio storico – con documenti inediti – sul garibaldino sanseverinese Ovidio Serino – originario della frazione Carifi.

Mercato San Severino, “Serate agostane”: etica e giornalismo. Conferito il premio giornalistico a Rita Occidente Lupo


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Si è concluso in bellezza l’appuntamento dell’evento culturale “Serate agostane”, svolto nella frazione Costa del Comune di Mercato S. Severino: una grande partecipazione di pubblico ha salutato positivamente la kermesse ideata dal docente Luigi Grimaldi e dal sodalizio “San Luigi Gonzaga”.
Tutto ben organizzato, nel corso della soirée inaugurale: dalla location, nella interessante cornice di un antico casale da riattare ma tutto sommato simpatico, alle cantanti Loredana e Francesca, che si sono esibite nell’intermezzo musicale. Nulla da eccepire anche per la degustazione di panini con formaggio e diversi affettati, zeppole cucinate in casa, e la presenza di un buon vinello a dissetare gli astanti, intervenuti numerosi.
Il tema della serata verteva su “Etica e giornalismo”. Hanno presenziato: Luigi Grimaldi – tra gli organizzatori –, Elisabetta Ingenito – area staff del sindaco di Mercato San Severino; l’assessore alle Politiche Culturali della cittadina, Assunta Alfano; i giornalisti: Ermanno Corsi (già presidente del consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Campania), Salvatore Campitiello, (presidente Assostampa Campania Valle del Sarno e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti) che ha moderato con acume e tessendo pazientemente le fila del convegno passo dopo passo nell’illustrare l’argomento e Alfredo Salucci, ottimo medico e cronista. Alla giornalista Rita Occidente Lupo, direttore del quotidiano http://www.dentrosalerno.it, è stato conferito, al termine della kermesse, un riconoscimento per i suoi rilevanti impegni culturali e giornalistici da parte del presidente dell’Assostampa Salvatore Campitiello. Il tutto con il patrocinio del Comune di Mercato San Severino e della Provincia di Salerno.
Nel casale, alquanto rustico però accogliente, della popolosa Costa si è dissertato dei massimi sistemi inerenti i doveri – più che diritti – del giornalista coscienzioso nei confronti del suo pubblico, dei propri lettori, dell’opinione pubblica, ma non di altri “padroni” – nemmeno degli editori, che in Italia (singolarmente rispetto agli altri Paesi) non sono “puri” bensì manifestano interessi ben lontani dalla “verità”, sia pure non assoluta, mediata da chi lavora per i media!
Dopo la presentazione degli ospiti, la conduttrice Elisabetta Ingenito, ha invitato il presidente Campitiello a sviscerare – come un ideale gomitolo – la questione, dando fra l’altro l’opportunità al giornalista Corsi di tenere una lezione di etica giornalistica. Il discorso è partito dalla discussione attorno all’articolo 21 della Costituzione italiana, vero e proprio discrimine tra diritto “alla” informazione (intesa più razionalmente rispetto alla comunicazione) e “della” informazione; un articolo fondamentale da cui si dipartono le altre normative legate all’etica in campo professionale – come ad esempio le recenti leggi sulla privacy, la Carta di Treviso e i vari statuti per coloro che volessero intraprendere il “bel mestieraccio”, come si diceva una volta.

Intrigante e godibile l’intervento del medico-giornalista Alfredo Salucci che ha coinvolto l’attenta platea sulle tematiche dell’informazione per il dado formativo intrinseco di come deve essere la lettura degli articoli giornalistici.
Alla ripresa con Ermanno Corsi ha stigmatizzato le criticità di una professione spesso lontana dall’essere “cane da guardia”.
Dalle parole dei cronisti è emersa sì l’importanza del seguire una specifica linea editoriale, da parte di colui che risulti assunto a tempo indeterminato in una tal redazione, ma anche la necessità che il giornalista possegga delle proprie idee e che le confronti nell’ambito dell’autonomia della professione. Ed anche che si assuma la responsabilità della rettifica di una notizia, preceduta comunque da un serio e attento vaglio delle fonti, assolutamente da citare, nei suoi servizi! Rettifica che, secondo la legge, dovrebbe occupare in pagina lo stesso spazio rispetto a una notizia errata ma spesso sconsigliata dai legali dei potenziali “diffamati”.
Da sottolineare che, molti altri input verso la questione etica nel mondo dell’informazione, con il doveroso rispetto della dignità delle persone, la privacy anche alla luce delle nuove tecnologie, il web, sono stati trattati con dovizia di particolari nella interessante serata.
Anna Maria Noia

52° edizione del Premio Paestum, prestigioso riconoscimento al nostro presidente

Il professore Carmine Manzi, presidente dell’Accademia di Paestum, nella serata di premiazione svoltasi lo scorso 30 ottobre presso il Palazzo Vanvitelliano di Mercato San Severino, ha nominato cinque nuovi Accademici di Paestum. Tra i cinque nuovi nominati, che rappresentano figure di prestigio nel campo della cultura e dell’arte, c’è il nostro presidente, Salvatore Campitiello.

Questa la motivazione alla base della nomina:

“Con l’Associazione dei Giornalisti della Valle del Sarno da lui fondata, ed a cui ha consacrato la sua esperienza ed il suo impegno di veterano della carta stampata, ha contribuito ad alimentare le nuove leve del giornalismo dell’Agro ed alla valorizzazione del territorio nel campo dello sport, dell’arte, della cultura, dell’economia e del lavoro”.

La serata, presentata dalla collega Luisa Trezza, ha visto la partecipazione anche del sindaco della città di Mercato San Severino, Giovanni Romano, e del senatore Alfonso Andria. Nell’occasione, lo storico Carmelo Currò ha presentato anche l’ultimo libro scritto dal professore Manzi, “Un libro per l’Unità d’Italia”, pubblicato nell’occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

“Sono onorato di essere stato premiato dall’Accademia di Paestum – ha affermato Salvatore Campitiello – Sono particolarmente grato anche per le belle espressioni indirizzate all’Associazione. Il premio è anche di tutti i colleghi e i soci: sono loro la vera forza associativa. Il mio auspicio è quello di continuare su questa strada con l’obiettivo di consentire alla categoria giornalistica di migliorare sempre più, nell’ottica di un’informazione sempre più di alto profilo e sempre nell’esclusivo interesse dell’opinione pubblica”.

Nocera Inferiore, 15/11/2011