I beni culturali e ambientali tra informazione e silenzio

“I beni culturali e ambientali tra informazione e silenzio” è il tema del corso di formazione per giornalisti che si è svolto venerdì pomeriggio alla Colonia San Giuseppe a Salerno.

L’evento, organizzato in collaborazione anche con la redazione del giornale “Noi ci siamo” di don Nello Senatore, ha visto la partecipazione e gli interventi di diversi esperti in materia di beni culturali tra cui anche Gerardo Pecci, storico dell’arte; Franco Salerno, docente e scrittore; e Alfonso De Nardo, ingegnere.

A chiusura del corso, Salvatore Campitiello, presidente Assostampa e consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti, ha conferito un riconoscimento al giornalista Giuseppe Manzo, da 35 anni nel mondo dell’informazione.

Nella gallery alcune immagini dell’evento:

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Tre campani ai vertici dell’Ordine nazionale dei giornalisti

Da sin.: Livio Pastore, Brigitte Esposito, Alessandro Sansoni e Mario Orlando all’ultima edizione del Premio Castellano

Da sin.: Gianfranco Coppola, Carlo Verna e Alda Angrisani al Premio Castellano lo scorso settembre

Da sin.: Mimmo Falco, Ottavio Lucarelli e Nicola Marini (presidente Cnog uscente e attuale tesoriere)

Da sin. Nunzia Gargano e Angelo Ciaravolo in una delle passate edizioni del Premio Castellano

Tre campani ai vertici dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Carlo Verna, giornalista Rai, è stato eletto presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine con largo suffragio alla prima votazione. Nel Comitato Esecutivo entra Alessandro Sansoni; Angelo Ciaravolo sarà componente del Collegio dei Revisori dei Conti.
Ai colleghi Verna, Sansoni e Ciaravolo, sempre vicini alla nostra organizzazione, va un abbraccio affettuoso e un caloroso augurio di buon lavoro.

Risultati elezioni Consiglio nazionale e regionale dell’Ordine dei giornalisti

Grande successo per la lista unitaria “Giornalisti per la Campania” alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti (triennio 2017/2020).
Per il Consiglio regionale sono stati eletti i pubblicisti: Mimmo Falco (932 voti), Salvatore Campitiello (874), Massimiliano Musto (832). Per i Revisori dei conti, eletto Francesco Ferraro (811). Al Consiglio nazionale Alessandro Sansoni (859).
Per i professionisti, eletti al Consiglio regionale: Ottavio Lucarelli (509 voti), Titti Improta (416), Paolo Mainiero (407), Vincenzo Esposito (369), Vincenzo Colimoro (353), Pino De Martino (349). Per i revisori dei conti: Francesco Marolda (404) e Concita De Luca (365). Al Consiglio nazionale: Carlo Verna (481) e Antonio Sasso (470).
Il successo elettorale ha visto ancora una volta l’affermazione del nostro presidente, Salvatore Campitiello.

Legge Editoria, i vertici OdG ascoltati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato

(Fonte: http://www.odg.it)
Audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, ieri, per i rappresentanti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che hanno espresso le loro considerazioni sul disegno di legge riguardante le provvidenze in tema di Editoria e di pensionamento dei giornalisti e che contiene anche norme sulla composizione e le competenze del Cnog.
Il presidente nazionale Enzo Iacopino, il segretario nazionale Paolo Pirovano e il direttore Ennio Bartolotta sono stati ‘auditi’ dalla Commissione presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro.
Il presidente nella sua esposizione si è soffermato sulla necessità di prevedere l’obbligo di documentare gli effettivi pagamenti delle retribuzioni e egli oneri previdenziali dei giornalisti da parte delle aziende che presentano domanda di accesso ai finanziamenti pubblici.
Il presidente ha anche sostenuto la necessità dell’istituzione di un “Registro degli editori” presso il Dipartimento dell’Editoria tramite il quale siano rese pubbliche tutte le partecipazioni societarie sia dirette sia indirette per poter offrire al lettore chiarezza e trasparenza sugli interessi di coloro i quali producono informazione e sono titolari di una azienda editoriale.
Sempre legata al tema di una corretta informazione è stata la richiesta avanzata da Iacopino della creazione di un “Giurì dell’informazione” per dare risposte rapide e concrete ai cittadini che si ritengano lesi da comportamenti deontologicamente non corretti dei giornalisti, questo per evitare il ricorso alle tutele giudiziarie in materia di diffamazione.
Per le questioni riguardanti l’Ordine dei Giornalisti il presidente Iacopino ha rivendicato l’importanza del ruolo e delle funzioni svolte dal Consiglio nazionale che risulterebbero mortificate da un ridimensionamento eccessivo della sua composizione. I numeri indicati nel Disegno di legge finirebbero inoltre per penalizzare la rappresentanza delle regioni medio/piccole e delle tipologie professionali.
Oltre ai rappresentanti del Cnog hanno chiesto di essere ‘auditi’ ed erano presenti la presidente dell’Odg del Lazio Paola Spadari, il presidente dell’Odg Toscana  Carlo  Bartoli e il consigliere regionale dell’Ordine della Puglia Piero Ricci. Spadari ha dichiarato di parlare anche a nome del presidente dell’Ordine lombardo Gabriele Dossena e in forza di una delibera formale del proprio Consiglio, situazione questa contestata dal presidente Iacopino il quale ha anche fatto presente che l’interlocutore delle due Camere è il Cnog.

Riforma Odg, Movimento Unitario: pronti al dialogo con il governo

L’Assostampa condivide e rilancia l’appello del Movimento Unitario Giornalisti: pronti al dialogo per arrivare a una riforma condivisa.


 

Il Movimento Unitario Giornalisti ritiene fondamentale, ora più che mai, l’apertura di un vero, ampio e condiviso tavolo di discussione e dibattito sul futuro dell’Ordine dei Giornalisti, alla luce del testo di riforma del Consiglio nazionale approvato ieri dalla Camera e ora all’esame del Senato.

La nostra posizione è stata sempre favorevole a un’ampia riforma dell’OdG, capace di metter mano a una legge del 1963 per adeguarla a una professione cambiata radicalmente in mezzo secolo.
Allo stesso tempo abbiamo sempre chiesto di garantire corretta rappresentanza in seno al Consiglio nazionale dei colleghi di tutte le regioni d’Italia.

Il sottosegretario all’Editoria Luca Lotti e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri hanno avuto modo di ascoltare nel corso dei mesi numerose valutazioni rispetto al testo di riforma. Noi riteniamo occorra buon senso e moderazione. E in questo senso che sia necessario pensare a modifiche al testo licenziato dalla Camera.
Il Movimento Unitario Giornalisti è pronto a fare la sua parte dialogando col Governo e con le forze politiche tutte, dalla maggioranza alle opposizioni.

Dialogo. Senza spirito conservatore e corporativistico, tenendo conto del fatto che l’Ordine dei Giornalisti è custode della deontologia professionale e garante della formazione di migliaia di iscritti.

Riforma, le preoccupazioni del Comitato Esecutivo dell’Ordine Nazionale dei giornalisti

Il Comitato Esecutivo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti esprime preoccupazione per le ripercussioni negative della proposta di legge in discussione alla Camera, che prevede un drastico ridimensionamento del Consiglio nazionale.  Si ipotizza la riduzione della composizione del CNOG a 36 consiglieri di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti e per questi ultimi l’obbligo di una posizione previdenziale da attività giornalistica presso l’Inpgi, privando di diritti alcune migliaia di colleghi che, certamente non per colpa né per scelta, subiscono contratti che prevedono versamenti ad altri istituti di previdenza.
La riforma dell’Ordine è necessaria e lo stesso Consiglio ha formulato delle precise proposte che non riguardano solo il numero dei consiglieri, ma anche l’accesso alla professione, suggerendo soluzioni che valorizzano lo spirito della legge voluta da Guido Gonella, garantendo i diritti di tutti e respingendo ogni disegno discriminatorio.
Invece, in Parlamento arriva una norma, inserita a sorpresa nella proposta di legge sull’editoria, che mette in pericolo  il funzionamento dell’Ordine che non potrebbe più onorare tutti gli adempimenti previsti dalle leggi.  La riduzione del Consiglio nazionale dell’Odg a 36 membri  rischia, inoltre, di creare delle forti penalizzazioni soprattutto per gli Ordini regionali con un minor numero di iscritti come  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria,  Marche, Molise, Sardegna, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, mentre potrebbero avere serie difficoltà (almeno in una delle due rappresentanze) Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto.
Il Comitato esecutivo ritiene imprescindibile che venga garantita la presenza in Consiglio Nazionale di rappresentanti di tutte le regioni conformemente a quanto avviene in altri di enti di categoria. Ad esempio la Federazione nazionale della Stampa che ha un Consiglio nazionale di 142 membri per meno di 20.000 iscritti; l’Inpgi un Consiglio di 67 membri per circa 58.000 iscritti e la Casagit  un’Assemblea nazionale con 80 membri per 23.497 iscritti. Invece, per l’Ordine dei Giornalisti, che ha 104.021 iscritti, si prevede una paralizzante riduzione del Consiglio a 36 membri.
Il Comitato Esecutivo nel condividere la preoccupazione espressa da 17 vicepresidenti di Consigli regionali, ritiene discriminatorio un rapporto di rappresentanza così punitivo nei confronti dei Pubblicisti:  rappresentano il 70 per cento degli iscritti all’Ordine, sono quelli che hanno maggiore necessità di tutele,  rivendicano il diritto ad un’equa rappresentanza e non accettano di diventare solo i sovvenzionatori dei Consigli Regionali e Nazionale dell’Ordine.
Quel che occorre è una riforma organica e non uno spot per assecondare i disegni di chi si illude di impadronirsi dell’Ordine per mettere anche questo organismo al servizio degli editori, come è stato già fatto in altre sedi vanificando ogni istanza sindacale. (fonte http://www.odg.it)

Approvato dal  Comitato Esecutivo con il voto contrario del tesoriere Nicola Marini

Deontologia e progettazione scolastica: formazione il 27 febbraio a Nocera

Sabato 27 febbraio 2016 (ore 9/13) si terrà il seminario gratuito di aggiornamento per giornalisti sul tema “La deontologia nella tecnica della progettazione scolastica”. Il corso – che dà diritto all’acquisizione di 6 crediti formativi – è organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Campania in collaborazione con l’Assostampa Campania Valle del Sarno.
A relazionare sul tema ci saranno i giornalisti Annamaria Bove, Annamaria Riccio, Salvatore Campitiello e Mimmo Falco.
Il seminario si terrà presso l’Auditorium della Parrocchia di San Giovanni Battista a Nocera Inferiore (SA), in via Cicalesi n.86 (alle spalle della sede Inps di Nocera Inferiore).
Sarà possibile iscriversi al corso dal 10 al 24 febbraio solo ed esclusivamente tramite piattaforma Sigef

Ciao Vera, ci mancherai

  Dopo una breve malattia, si è spenta a Napoli la cara esistenza della collega giornalista Vera De Luca. Nulla ha potuto la sua forte fibra nei confronti di un male incurabile che l’ha portata via all’età di 67 anni.
L’Assostampa Campania Valle del Sarno ha avuto l’onore di averla avuta tra i soci fondatori. Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci, affranti, ne piangono la prematura scomparsa e si stringono al dolore del marito, Harry De Prisco, compagno di vita premuroso e inseparabile, e della figlia Sonia.
Vera De Luca, di origini paganesi, aveva iniziato in giovane età la sua attività giornalistica. Negli anni Settanta aveva cominciato a collaborare con il quotidiano “Roma”. Tra le sue collaborazioni, ricordiamo, tra le tante, quella con il quotidiano “Il Golfo” e “Metropolis”.
Di particolare rilievo anche il suo impegno a favore della categoria: tra i promotori del Movimento Unitario Giornalisti della Campania, era anche Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Vice Presidente dell’Associazione Giornalisti Europei..
I funerali si terranno domani, domenica 3 gennaio, alle ore 10 nella chiesa di San Luigi in via Petrarca a Napoli.

Premio Castellano, ringraziamenti

Nel ringraziare tutti i colleghi che hanno inteso dare risalto alla V Edizione del Premio “Mimmo Castellano” su vari organi di informazione, vi segnaliamo il servizio del Tgr Campania andato in onda oggi (https://www.youtube.com/watch?v=ED8Y1cCoA5E&feature=youtu.be). La notizia della manifestazione è stata pubblicata anche sul sito dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (http://www.odg.it/content/la-campania-ricorda-con-un-premio-mimmo-castellano).

Precari, la mozione votata all’unanimità dal Cnog

(da http://www.odg.it)

Dal Consiglio nazionale dell’Ordine appello alla Fnsi “di intervenire per sostenere con gli editori un percorso di regolarizzazione e contrattualizzazione dei collaboratori precari sottopagati”. Censurati i Cdr che “si disinteressano dei colleghi più deboli”.

Milano, 24 settembre 2015 – Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti  ha votato all’unanimità una mozione in cui esprime preoccupazione per quanto sta accadendo in questi mesi in numerose testate giornalistiche ai danni di co.co.co, free lance e collaboratori a vario titolo.  Da una parte ci sono i cosiddetti “sacrifici” imposti dagli editori ai colleghi contrattualizzati e tutelati, ridimensionamenti che avvengono all’interno di accordi siglati dai Cdr (e quindi votati dai giornalisti) con le aziende, in modo controllato.  Al contrario i tagli si stanno abbattendo con una violenza insostenibile sulle categorie più deboli e sottopagate, tra cui collaboratori storici che aspettano di essere regolarizzati da anni. Con l’aggravante che, nella maggior parte dei casi (come al Corriere della Sera, secondo quanto emerge dal piano crisi presentato in questi giorni) i collaboratori presi di mira si trovano davanti a un muro di gomma: un Cdr che non li difende.  Il fatto che alcuni Cdr si disinteressino dei colleghi più deboli significa disattendere del tutto il ruolo e i doveri della rappresentanza sindacale di base. Con un’unica conseguenza: fare carne da macello di tutti i colleghi non contrattualizzati. Ci interessa ricordare, inoltre, gli obblighi di vigilanza su simili situazioni, imposti dalla Carta di Firenze a tutti i giornalisti che rivestono  un ruolo di coordinamento del lavoro giornalistico. In questo contesto chiediamo alla Fnsi di intervenire per sostenere con gli editori un percorso di regolarizzazione e contrattualizzazione dei collaboratori che di fatto svolgono queste funzioni da anni ma non sono riconosciuti.  La loro assunzione  permetterebbe agli stessi editori di poter contare su giornalisti professionali, motivati e legati all’azienda, con tutti i benefici comunque consentiti dal Jobs Act.