Il ruolo dell’UICI nel sistema dell’informazione: diritto di replica, formazione ieri a San Giorgio a Cremano

Si è svolto ieri presso la Caserma “Cavalleri” sede della Divisione “Acqui” di San Giorgio a Cremano (NA) il corso di aggiornamento professionale gratuito dal titolo “Il ruolo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti nel sistema dell’informazione: diritto di replica”. Ai saluti del Generale di Brigata Francesco Principe, vice comandante la Divisione, sono seguiti gli interventi di Salvatore Campitiello, presidente Assostampa Campania Valle del Sarno, di Domenico Falco, presidente Movimento Unitario Giornalisti, di Pietro Piscitelli, presidente della Biblioteca “R. Margherita” di Monza, di Salvatore Romano, direttore generale UICI, di Katia Caravello, responsabile nazionale della comunicazione UICI.
In occasione del corso, è stata presente presso la Caserma una unità mobile dell’Unione Italiana Ciechi che ha permesso sia ai giornalisti presenti al convegno e sia ai militari della Divisione di effettuare gratuitamente uno screening visivo.

La legge che scontenta l’Ordine dei giornalisti

Elia Fiorillo, socio fondatore dell’Assostampa Campania Valle del Sarno, ha preso spunto dalle riflessioni fatte nel corso della Sesta Edizione del Premio giornalistico “Mimmo Castellano” e ha scritto un interessante articolo, pubblicato su “Conquiste del lavoro”, che vi riproponiamo di seguito


di Elia Fiorillo

Secondo Giuseppe Mazzini: ”La legge deve esprimere l’aspirazione generale, promuovere l’utile di tutti, rispondere a un battito del cuore della Nazione. La Nazione intera deve esser dunque, direttamente o indirettamente, legislatrice”. Da gran sognatore qual era Mazzini finalizzava la legge al “bene comune”, ad un “battito di cuore” collettivo per regolare la vita della comunità. Di “leggi ad personam” non ne aveva proprio la più minima idea.

Più realista, in verità, Lev Tolstoj quando afferma che: “La legge degli uomini è come la banderuola di un vecchio campanile che varia e si muove secondo come spirano i venti”.

I “venti” degli interessi, pubblici e privati, sono tanti e soffiano forti, sempre più forti. E più la democrazia s’indebolisce, più essi si trasformano in un tsunami che annienta quei sacri principi enunciati da Mazzini. C’è anche da dire che più il legislatore non si limita a regolamentare questioni generali, ma scende nel dettaglio, provando a disciplinare tutto e di più – scordandosi però a volte di tematiche basilari da evidenziare -, più c’è il rischio del possibile “favore” singolo o collettivo.

Queste considerazioni mi vengono spontanee dopo aver ascoltato l’appassionato intervento di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, alla sesta edizione del premio intitolato a Mimmo Castellano, che fu leader indiscusso dei giornalisti-pubblicisti italiani. Le questioni che solleva Iacopino sono legate alla legge sull’Editoria varata solo qualche settimana fa. Legge che spazia dal finanziamento all’editoria, alla disciplina dei profili pensionistici dei giornalisti, alla composizione e alle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, alla fissazione del numero dei componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine e, in fine, alle procedure per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. Insomma, una bella e complessa materia che è di quelle basilari per la tenuta della democrazia nel nostro Paese.

Al di là dell’intervento di Iacopino, diverse perplessità mi erano già venute nel leggere l’importante legge. Due, in particolare: la questione del non finanziamento dei giornali di partito e sindacali e quella relativa all’Ordine dei giornalisti. Per la cancellazione del finanziamento ai giornali di partito mi ero detto che ci trovavamo difronte ad una norma populista. Se si vuole evitare che i partiti per finanziarsi usino mezzi non leciti è bene dare loro dei contributi non però “a pioggia”, ma su iniziative concrete che essi realizzano a favore del proprio elettorato. Che c’è di meglio, allora, che sostenere la stampa di partito e la formazione dei quadri? Certo, in base alla consistenza delle iniziative, anche legate alla rappresentatività del partito. E’ ovvio che andrebbero cancellati altri tipi di contributi.
Per quanto poi riguarda l’Ordine, ci sono stati anni di dibattito interno per modificare la superata – dai tempi – impostazione della normativa costituente. Tutto inutile. Il legislatore ha preferito ignorare certe proposte unitarie e scendere nel dettaglio, arrivando anche a stabilire che se un pubblicista vuole candidarsi al Consiglio nazionale dell’Ordine deve essere titolare “di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani.” E perché solo per candidarsi e non per acquisire l’iscrizione all’albo dei “giornalista-pubblicisti?” Il numero dei pubblicisti si sarebbe ridotto all’osso, in modo preoccupante, fino a mettere in serie difficoltà le entrate economiche dell’Ordine che si sostiene, in gran parte, con le quote dei pubblicisti.
Nel suo intervento appassionato, tra l’altro, Enzo Iacopino fa un paragone tra la legge sul Caporalato in agricoltura, approvata di recente dal Parlamento, e quella sull’Editoria. Che c’entrano le due normative? Se è vero, come è vero, che la legge sul Caporalato modifica l’art. 603 bis del Codice Penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro), prevedendo la pena della reclusione da uno a sei anni per l’intermediario e per il datore di lavoro che sfrutti i lavoratori – che possono diventare otto in caso di violenze o minacce -, oltre la confisca dei beni anche per il datore di lavoro consapevole dello sfruttamento, perché la legge sull’Editoria non prevede cose simili? L’interrogativo che si pone il presidente dell’Ordine è semplice: “perché il legislatore, nel concedere i finanziamenti pubblici, non si è preoccupato di chiedere un minimo di garanzie agli editori?” Che, in altre parole, significa non lavoro nero, pagamento dei contributi, compensi a norma dei contratti collettivi, ecc.. Sarebbe interessante provare a denunciare alla magistratura qualche editore in base alla nuova normativa sul Caporalato, quando ovviamente ricorrono gli estremi previsti dalla legge. Credo che su questo fronte il presidente dell’Ordine dei giornalisti già si sta attrezzando.

Legge Editoria, i vertici OdG ascoltati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato

(Fonte: http://www.odg.it)
Audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, ieri, per i rappresentanti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che hanno espresso le loro considerazioni sul disegno di legge riguardante le provvidenze in tema di Editoria e di pensionamento dei giornalisti e che contiene anche norme sulla composizione e le competenze del Cnog.
Il presidente nazionale Enzo Iacopino, il segretario nazionale Paolo Pirovano e il direttore Ennio Bartolotta sono stati ‘auditi’ dalla Commissione presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro.
Il presidente nella sua esposizione si è soffermato sulla necessità di prevedere l’obbligo di documentare gli effettivi pagamenti delle retribuzioni e egli oneri previdenziali dei giornalisti da parte delle aziende che presentano domanda di accesso ai finanziamenti pubblici.
Il presidente ha anche sostenuto la necessità dell’istituzione di un “Registro degli editori” presso il Dipartimento dell’Editoria tramite il quale siano rese pubbliche tutte le partecipazioni societarie sia dirette sia indirette per poter offrire al lettore chiarezza e trasparenza sugli interessi di coloro i quali producono informazione e sono titolari di una azienda editoriale.
Sempre legata al tema di una corretta informazione è stata la richiesta avanzata da Iacopino della creazione di un “Giurì dell’informazione” per dare risposte rapide e concrete ai cittadini che si ritengano lesi da comportamenti deontologicamente non corretti dei giornalisti, questo per evitare il ricorso alle tutele giudiziarie in materia di diffamazione.
Per le questioni riguardanti l’Ordine dei Giornalisti il presidente Iacopino ha rivendicato l’importanza del ruolo e delle funzioni svolte dal Consiglio nazionale che risulterebbero mortificate da un ridimensionamento eccessivo della sua composizione. I numeri indicati nel Disegno di legge finirebbero inoltre per penalizzare la rappresentanza delle regioni medio/piccole e delle tipologie professionali.
Oltre ai rappresentanti del Cnog hanno chiesto di essere ‘auditi’ ed erano presenti la presidente dell’Odg del Lazio Paola Spadari, il presidente dell’Odg Toscana  Carlo  Bartoli e il consigliere regionale dell’Ordine della Puglia Piero Ricci. Spadari ha dichiarato di parlare anche a nome del presidente dell’Ordine lombardo Gabriele Dossena e in forza di una delibera formale del proprio Consiglio, situazione questa contestata dal presidente Iacopino il quale ha anche fatto presente che l’interlocutore delle due Camere è il Cnog.

Riforma Odg, Movimento Unitario: pronti al dialogo con il governo

L’Assostampa condivide e rilancia l’appello del Movimento Unitario Giornalisti: pronti al dialogo per arrivare a una riforma condivisa.


 

Il Movimento Unitario Giornalisti ritiene fondamentale, ora più che mai, l’apertura di un vero, ampio e condiviso tavolo di discussione e dibattito sul futuro dell’Ordine dei Giornalisti, alla luce del testo di riforma del Consiglio nazionale approvato ieri dalla Camera e ora all’esame del Senato.

La nostra posizione è stata sempre favorevole a un’ampia riforma dell’OdG, capace di metter mano a una legge del 1963 per adeguarla a una professione cambiata radicalmente in mezzo secolo.
Allo stesso tempo abbiamo sempre chiesto di garantire corretta rappresentanza in seno al Consiglio nazionale dei colleghi di tutte le regioni d’Italia.

Il sottosegretario all’Editoria Luca Lotti e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri hanno avuto modo di ascoltare nel corso dei mesi numerose valutazioni rispetto al testo di riforma. Noi riteniamo occorra buon senso e moderazione. E in questo senso che sia necessario pensare a modifiche al testo licenziato dalla Camera.
Il Movimento Unitario Giornalisti è pronto a fare la sua parte dialogando col Governo e con le forze politiche tutte, dalla maggioranza alle opposizioni.

Dialogo. Senza spirito conservatore e corporativistico, tenendo conto del fatto che l’Ordine dei Giornalisti è custode della deontologia professionale e garante della formazione di migliaia di iscritti.

Equo compenso, Tar annulla la delibera. Vittoria dell’Ordine nazionale dei giornalisti

(da http://www.odg.it)

Enzo Iacopino

Enzo Iacopino

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto parzialmente il ricorso sull’equo compenso presentato dall’Ordine nazionale dei giornalisti che ha portato davanti ai giudici del Tar Governo, Fieg, Fnsi e Inpgi.
Il Tar laziale ha stabilito che la Commissione governativa istituita per la valutazione dell’equo compenso giornalistico dovrà riesaminare e riapprovare la delibera con cui ha inteso promuovere l’equità retributiva dei giornalisti iscritti all’albo, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani, periodici, agenzie di stampa ed emittenti televisive.
La vicenda trae origine dalla legge con cui il 31 dicembre 2012, nell’introdurre nel nostro ordinamento l’equo compenso giornalistico, venne istituita una Commissione prevedendo la decadenza del contributo pubblico per quei quotidiani, periodici, agenzie di stampa e tv, che non avessero garantito il rispetto dell’equo compenso.
Per i giudici del Tar “la delibera introduce parametri di ‘equo compenso’ non proporzionati alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e del tutto insufficienti a garantire un’esistenza libera e dignitosa al giornalista autonomo, in quanto le tabelle riconoscono e legittimano un sistema di lavoro ‘a pezzo’ o ‘a chiamata’ che vede aumentare la forza contrattuale degli editori, essendosi in realtà la Commissione limitata a fissare una sorta di ‘minimo garantito’, che peraltro non corrisponde all’equo compenso”, si legge nella sentenza.
I giudici amministrativi hanno tuttavia anche ritenuto che l’equo compenso “neppure può corrispondere alle tariffe del ricorrente Ordine, che eliminerebbero ogni margine di contrattazione atto a valorizzare il rapporto di proporzionalità tra quantità e qualità del lavoro specificatamente svolto, in contrasto con le indicate finalità della legge”.
Il Tar si è astenuto dall’esame delle censure riguardanti le tabelle allegate alla delibera e i relativi scaglioni previsti, in quanto l’accoglimento parziale del ricorso “comporta comunque l’annullamento dell’intera delibera impugnata, con il conseguente obbligo per la Commissione di procedere ad una sua tempestiva riapprovazione” in senso conforme alla sentenza.
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DTBIAPGD4KSSIO6IPSWQMMAXLM&q=EQUO or COMPENSO
“Il 19 giugno è stato un giorno di vergogna per il sindacato, il 7 aprile riapre la speranza in quanti vengono trattati da anni come schiavi”, ha commentato Enzo Iacopino, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti dopo avere appreso dell’annullamento dell’intera delibera da parte dei giudici del Tar.

“Nuovi modi di comunicare la fede”, il convegno sabato scorso a Nocera Inferiore

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“Nuovi modi di comunicare la fede”: è questo il tema del convegno che si è tenuto sabato a Nocera Inferiore in occasione della festa di San Francesco di Sales, santo patrono dei giornalisti.
Il convegno, promosso dalla Diocesi di Nocera-Sarno e dall’Assostampa Campania Valle del Sarno, è rientrato tra gli eventi accreditati dall’Ordine dei Giornalisti della Campania per la Formazione-Aggiornamento professionale continuo.
Don Giuseppe Merola, vicedirettore della Libreria Editrice Vaticana, ha relazionato sul tema “Nuovi modi di comunicare la fede dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco”. Al suo fianco, nell’incontro moderato dal giornalista Salvatore D’Angelo: il Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, Monsignor Giuseppe Giudice; don Andrea Annunziata, direttore responsabile di Insieme e direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Nocera-Sarno; Mimmo Falco, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e presidente del Movimento Unitario Giornalisti; Salvatore Campitiello, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e presidente dell’Assostampa Campania Valle del Sarno.
L’incontro, svoltosi presso la Parrocchia di San Giovanni Battista di Nocera Inferiore, è servito a riflettere e a discutere anche dell’impegno e della vocazione del giornalista nel villaggio globale.
Al termine della manifestazione, Salvatore Campitiello ha inteso omaggiare alcuni colleghi presenti per la loro attività giornalistica.
La medaglia dell’Assostampa Campania Valle del Sarno è stata consegnata a Ciro Turco per il suo impegno culturale e filantropico.
Un particolare riconoscimento dell’Ordine dei Giornalisti è stato consegnato da Campitiello, Falco e da Claudio Ciotola (dell’esecutivo nazionale del CNOG) ai giornalisti Antonio Pecoraro e Luigi Zappella, entrambi iscritti all’Ordine da oltre 25 anni. Un particolare riconoscimento è stato consegnato, infine, anche al Vescovo Monsignor Giuseppe Giudice.
(Foto di Ciro Paolillo)
  

Premio Giornalistico “Castellano”, appuntamento lunedì 27 ottobre ore 16

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Si terrà lunedì 27 ottobre 2014 alle ore 16, presso la prestigiosa sede di Villa Calvanese di Castel San Giorgio, la IV edizione del Premio giornalistico “Mimmo Castellano”.
La Quarta Edizione del Premio è stata insignita della medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica.
La manifestazione – organizzata dall’Associazione della Stampa Campania Valle del Sarno, con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Movimento Unitario Giornalisti, del Comune di Castel San Giorgio e della Provincia di Salerno – intende onorare la memoria di Mimmo Castellano, già vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Castellano per molti anni ha rappresentato in modo esemplare la categoria dei giornalisti e ha costituito – metaforicamente parlando – una luce sempre accesa per tutti coloro che avevano intrapreso la difficile carriera nell’ambito dell’informazione. Egli è stato, fino all’ultimo momento della sua vita, paladino di mille battaglie sindacali, vinte proprio grazie all’impegno e alla tenacia con le quali ha sempre affrontato i problemi della categoria.
Mimmo Castellano è scomparso il 16 giugno del 2008 a Castellammare di Stabia e l’Assostampa Campania Valle del Sarno, fin dalla sua costituzione, si è proposta di onorarne la memoria con un premio giornalistico, arrivato quest’anno alla quarta edizione.

Il premio sarà assegnato ad alcuni prestigiosi colleghi che nel corso della loro carriera si sono particolarmente distinti in campo nazionale. Non sono stati trascurati, però, nell’ottica di una più ampia visione di un lavoro difficile e spesso poco gratificante, colleghi che hanno operato ed operano nel difficile campo dell’informazione locale, vera palestra di frontiera, e che si sono distinti nell’arte della verità e del buon giornalismo, nonostante gli ambienti spesso difficili in cui si trovano ad operare.

I premiati di quest’edizione:

Premio alla carriera:, Paolo Di Mizio, volto storico di Tg 5, ideatore della Rassegna Stampa; Valentina Santarpia, collaboratrice de “Il Corriere della Sera”; Antonio Sasso, direttore editoriale dell’antico quotidiano “Roma” fondato nel 1862; Massimiliano Amato, giornalista-scrittore; Maurizio D’Elia, caporedattore del quotidiano “La Città”; Carmine Pecoraro, già capo redattore de “Il Salernitano”; Paolo Russo, responsabile della redazione salernitana de “Il Mattino”.

Premio giovane giornalista: Mino Pepe, giornalista pubblicista, responsabile del canale televisivo “Telenuova 2”.

Premio particolare: Carlo Alvino, telecronista di Sky; Francesco Fasolino, giornalista pubblicista, saggista ed uomo di grande cultura umanistica; Ezio Ercole, giornalista pubblicista, uomo di punta nel sindacalismo di categoria.

Premio speciale: Franco Di Mare, conduttore di UnoMattina su Rai1, già inviato speciale per la Rai in occasione di conflitti internazionali negli ultimi 20 anni.

Presenzieranno alla manifestazione: il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino; il presidente del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il presidente del Movimento Unitario dei Giornalisti, Mimmo Falco, S.E. l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno Luigi Moretti e il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri.

Durante la serata sono previsti intermezzi musicali del complesso Gipsy Quartet composto da Marzia De Nardo, Selene Cantarella, Shaay Mucciolo e Serena Giordano.

Castel San Giorgio, 24/10/2014
IL PRESIDENTE
(Salvatore Campitiello)

Equo compenso, l’Odg ricorre al Tar

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti aveva deciso di presentare un ricorso al Tar contro la delibera dell’equo compenso. Ieri è stato dato il via all’iter, con le notifiche ai controinteressati: il governo, l’Inpgi, la Fnsi e la Fieg.
Il ricorso fa riferimento alla violazione della legge e allo sviamento di potere. Nel testo si fa, inoltre, presente – con la relativa documentazione – che la delibera approvata il 19 giugno, con il voto favorevole del governo, dell’Inpgi, della Fnsi, della Fieg e con il solo voto contrario dell’Ordine dei giornalisti, è stata modificata dopo la votazione, introducendo la libera trattativa tra le parti, cioè tra editori e giornalisti, per gli articoli eccedenti i primi 288.