L’Assostampa alla presentazione del Movimento Unitario Giornalisti

Foto 1

 

L’Assostampa Campania Valle del Sarno aderisce al Movimento Unitario Giornalisti, nuovo soggetto sindacale presentato ieri mattina a Napoli.
Il Movimento si propone come punto di aggregazione tra le realtà territoriali già esistenti e ha, tra l’altro, l’obiettivo di mettere a disposizione della categoria una serie di servizi a (assistenza legale, fiscale, convenzioni con assicurazioni, medici, palestre…).
La presentazione del Movimento Unitario Giornalisti è avvenutasi ieri mattina a Napoli, presso la sede dell’Ascom in Piazza Carità. All’iniziativa hanno partecipato oltre 500 giornalisti provenienti dalla Campania e dal resto d’Italia.
I relatori hanno sottolineato l’importanza di un organismo che deve saper rivendicare le esigenze dei giornalisti, troppo spesso dimenticate dalla Fnsi, sindacato che – di fatto – oggi non ha rappresentanza nella regione Campania.
Sono intervenuti tra gli altri il presidente e il Segretario dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino e Paolo Pirovano; Mimmo Falco, Presidente del Movimento Unitario Giornalisti; Ciro Pellegrino del Coordinamento precari della Campania; Gino Falleri, vicepresidente dell’Odg del Lazio; il presidente dell’Odg della Campania Ottavio Lucarelli; i consiglieri nazionali dell’Odg Campitiello, Ciotola, Conte, De Luca, Ferraro, Musto, Riccio, Sansoni, Savoia, Stravino; i rappresentanti delle associazioni territoriali campane che hanno aderito al movimento e una delegazione di colleghi del Lazio, della Lombardia e del Piemonte.
Il presidente dell’Assostampa Valle del Sarno, Salvatore Campitiello, nel suo intervento, ha rimarcato la voglia di cambiamento e la volontà del Movimento e dei suoi componenti di dare una svolta all’attuale situazione. Campitiello ha parlato di “una ristrutturazione necessaria dalle fondamenta, in un momento storico in cui le umiliazioni per i giornalisti precari sono tante e in cui editori senza scrupoli hanno deciso di calpestare la nostra dignità”.
“Nell’annunciare che l’Assostampa Valle del Sarno affiancherà il Movimento Unitario dei Giornalisti per imprimere ancora più forza sindacale alla categoria e dire con forza basta a soprusi e umiliazioni – ha concluso Salvatore Campitiello – chiediamo con fermezza rispetto come persone che devono non solo vivere con dignità ma che hanno anche il compito di garantire una informazione di qualità”.
A questo link il video del discorso del Presidente ieri a Napoli

Giornalismo e “nuova schiavitù”

 

Precari e sfruttati di tutta Italia a Firenze il 7 e l’8 ottobre per ridare dignità alla professione e stilare una carta deontologica.   Ordine e Sindacato preparano una Carta.

di Daniela Giammusso (Ansa)

 

Ci sarà anche Carlo Malinconico, il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, alla manifestazione Giornalisti e giornalismi, indetta a Firenze per il 7 e l’8 ottobre dall’Ordine dei giornalisti per ridare “una nuova dignità alla professione, contro lo sfruttamento e per un’informazione di qualità”. Ad annunciarlo, il Presidente dell’Ordine Enzo Iacopino che presentando il programma dell’iniziativa ha più volte ringraziato Malinconico della sua adesione. “Non deve esser stato facile – spiega – Immagino abbia avuto pressioni per sottrarsi all’invito, ma ha reagito con una determinazione che gli fa onore, interrompendo un silenzio che per troppo tempo la Fieg ha tenuto su questa situazione”.

 

Al centro delle due giornate, realizzate in collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa, Associazione Stampa Toscana e Ordine regionale dei Giornalisti della Toscana, ci sarà la situazione di migliaia di giovani giornalisti, per i quali, dice Iacopino, “parlare di nuova schiavitù non credo sia un’esagerazione”.

 

“Siamo in notevole ritardo, ma bisogna porvi un freno – rilancia Iacopino -. A Firenze partiamo con un obiettivo dichiarato: mettere a punto una carta deontologica che consenta di spezzare questa poco nobile sinergia tra alcuni editori disinvolti e la catena di comando di giornali e agenzie, perché è impossibile che i direttori non sappiano che un pezzo è pagato 2-3 euro”.

 

Una volta stilati i contenuti, “speriamo che la Carta di Firenze ci dia anche gli strumenti giuridici” e che il Sindacato la assuma come punto di riferimento alla discussione del contratto di lavoro. Si parte dunque venerdì al Teatro Odeon con la sezione a microfono aperto ‘Mi presti due euro? No, ti scrivo un articolo e l’elaborazione dei contenuti della Carta. Sabato, la tavola rotonda ‘Cinquanta centesimi a pezzo? È dignità? Il disegno di legge sull’equo compensò, alla quale parteciperà Malinconico, con il Segretario dell’Ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra, il relatore sulla proposta per l’equo compenso e la Fnsi, con il Segretario Franco Siddi o il Presidente Roberto Natale.

 

“La risposta dei colleghi è entusiasmante”, racconta il coordinatore del gruppo di lavoro Fabrizio Morviducci. “Dal 5 settembre la pagina Facebook Giornalisti & giornalismi ha avuto più di 2mila utenti attivi e i post 91mila visualizzazioni. Arriveranno pullman dal Lazio, Veneto, Lombardia, Piemonte e per chi non potrà esserci trasmetteremo tutto in streaming”.

GIORNALISTI. Precariato.
ORDINE E SINDACATO
PREPARANO “CARTA”.

  Stabilire «norme ferree» da rispettare per gli editori, per arginare il «dilagante precariato dell’informazione»: è quanto si prefigge la Carta di Firenze, lo strumento deontologico a cui si lavorerà a Firenze il 7 e l’8 ottobre in occasione della manifestazione «Giornalismi e giornalisti per la dignità della professione», al teatro Odeon. Lo hanno annunciato ieri sera alla Festa Democratica Enzo Iacopino, presidente nazionale Ordine dei Giornalisti, Fabrizio Morviducci, coordinatore Osservatorio sul Precariato Ordine dei Giornalisti, Stefano Fabbri, vicepresidente Associazione Stampa Toscana nel dibattito coordinato da Giulio Caselli della segreteria Pd Firenze. «Esistono pochi editori puri in Italia, ormai il conflitto d’interessi è dappertutto – ha detto Iacopino – Sono desolanti i dati emersi dalle ricerche su i compensi dei giornali italiani: gli editori pensano solo al guadagno, perchè devono pagare un pezzo 100 euro se lo possono pagare 3?». «Gli editori difficilmente parlano di precari, preferiscono dividere giornalisti in contrattualizzati e ‘autonomi, senza affrontare mai il problema – ha aggiunto Fabbri – La parte più alta della gerarchia giornalistica è stata ormai in un certo senso risucchiata dagli editori: servono strumenti che consentano di rifiutarsi di fare pagamenti ridicoli». «È necessario fare rete per farsi sentire e lottare – è l’opinione di Morviducci – e la manifestazione di ottobre, serve anche a questo. Condividere esperienze, e provare a trovare gli strumenti per risolvere una situazione che diventa sempre più difficile di giorno in giorno. La carta di Firenze servirà proprio a questo». Al dibattito è intervenuta anche una rappresentanza del Coordinamento giornalisti precari Firenze: «Quale e quanta la capacità di pressione dell’Ordine per quanto riguarda l’equo compenso, che la legge Bersani del 2006 ha cancellato e a che punto è l’iter in corso in Parlamento per regolamentare il tariffario?», ha chiesto Giulio Gori, collaboratore precario, «E perchè – ha aggiunto – non è possibile inserire dei precari nei comitati di redazione dei giornali, non creando mai, in questo modo, un rapporto di solidarietà tra i giornalisti». «L’esistenza di un tariffario è fondamentale, le regole dei cdr sono da riformare», ha risposto Fabbri. «Su entrambe le questioni discuteremo per inserirle nella Carta di Firenze», ha concluso Iacopino. (ANSA).