Zappella e Sparnelli primi due eletti USSI

Luigi Zappella e Massimo Sparnelli, iscritti anche al MUGI, di cui è presidente Mimmo Falco ed amici e sostenitori dell’Assostampa Valle del Sarno, sono risultati i primi due eletti, tra i pubblicisti, al rinnovo dell’USSI regionale. Nella foto (da sx: Giuseppe Petrucciani, Massimo Sparnelli e Luigi Zappella). 
Mario Zaccaria è stato riconfermato nella carica di presidente regionale dell’USSI Campania, gruppo Felice Scandone, per il quadriennio 2017 – 2021. 
Al termine delle votazioni, che si sono svolte nella sede del Sugc via Cappella Vecchia a Napoli sono stati eletti anche i nuovi componenti del Consiglio Direttivo. 
Sono stati eletti tra i professionisti Antonio Abate, Luigi Carbone, Diego De Luca, Enrico Deuringer, Andrea Ferraro, Rosario Mazzitelli e Pier Paolo Petino.
Tra i pubblicisti sono stati eletti Lorena Sivo, Massimo Sparnelli, Antonio Vuolo e Luigi Zappella.

“Vertenza informazione in Campania”, presentata la piattaforma programmatica del Mugi

MUGISì è svolta stamane presso la sede dell’ordine dei giornalisti della Campania, la conferenza stampa indetta dal Movimento Unitario dei Giornalisti sul tema “Vertenza informazione in Campania”.

Nel corso dell’incontro, nel quale sono intervenuti tra gli altri Mimmo Falco, Presidente Movimento Unitario Giornalisti, e i dirigenti del Movimento Unitario Giornalisti, Ciro Pellegrino, Salvatore Campitiello, Massimiliano Musto e Alessandro Sansoni, il Mugi ha presentato la propria piattaforma programmatica proponendo:

1. Il censimento di tutti gli uffici stampa presso gli enti pubblici e privati della Campania per determinare dove è applicata la legge 150/2000 (“Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni e degli enti privati”) e dove invece viene elusa. Questa azione va realizzata aprendo un tavolo di lavoro con l’Ordine e con le associazioni di categoria e istituendo un Osservatorio per la corretta applicazione della Legge 150.

2. Una radiografia provincia per provincia di tutte le realtà editoriali esistenti (pubblicazioni locali, mensili, settimanali e periodici, siti web, radio, televisioni) per determinare i livelli occupazionali reali e la conseguente applicazione del contratto nazionale del lavoro del comparto informazione (Frt-Aeranti-Corallo-FNSI).

3. Eliminare lo sfruttamento dei colleghi giornalisti impegnati senza alcun tipo di tutela contrattuale nelle realtà editoriali campane.

4. La provvidenza in favore dell’editoria locale (sconti sulle utenze energetiche e telefoniche, allacciamenti con le agenzie di stampa), nonché incentivi alle assunzioni di giovani praticanti secondo le modalità, da adeguare all’attività giornalistica, dell’apprendistato professionalizzante.

5. La creazione di una corsia preferenziale, finalizzata all’auto-imprenditorialità in ambito editoriale e giornalistico, di accesso al fondo di rotazione del Microcredito FSE, da determinarsi tramite un tavolo di concertazione che veda presenti tutti gli attori coinvolti (Regione, Sviluppo Campania, Ordine, Associazioni sindacali dei giornalisti, ecc).

“Il nostro auspicio – dichiara Mimmo Falco, Presidente Mugi – è che la nuova amministrazione regionale voglia fornire la propria disponibilità ad essere l’interlocutrice politico ed istituzionale, attenta ed attiva, con il quale confrontarsi al fine di contrastare la crisi ormai devastante che colpisce la nostra categoria”.

Il lavoro dovrà essere svolto entro 90 giorni per predisporre entro gennaio del 2016 la razionalizzazione dell’intero settore informazione.

 

Solidarietà al mensile Angri ’80: dov’è la diffamazione?

giornali-350Desta meraviglia la sentenza di primo grado, emessa dal giudice di Pace dottoressa Gamberini, che condanna il mensile “ANGRI ’80” e per esso sia il direttore responsabile Antonio Lombardi che Luigi D’Antuono, estensore di un articolo che avrebbe offeso l’avvocato Antonio Pentangelo, legale del Comune di Angri.
La sentenza è oltremodo stupefacente in quanto i giornalisti in questione – come si può facilmente evincere dalla lettura dell’articolo – hanno solo esercitato il sacrosanto diritto di critica e di cronaca, nell’interesse pubblico e su fatti di rilevanza amministrativa che interessano il Comune di Angri.
Per quanto esposto, poiché non ci pare che ci sia stata diffamazione nei confronti dell’avvocato Pentangelo, non può essere condivisa la sentenza, anche se il Giudice di Pace ha accolto parzialmente la richiesta di risarcimento danni.
Ci sentiamo di appoggiare il ricorso in Appello che i colleghi di Angri vorranno presentare, nell’auspicio che il Tribunale di Nocera Inferiore – dopo un’accurata verifica del caso – ribalti la sentenza di primo grado, facendo rispettare in maniera inequivocabile la libertà di informazione sancita dall’articolo 21 della Costituzione e dall’art. 10 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Salvatore Campitiello
Presidente Assostampa Campania Valle del Sarno
Consigliere Nazionale Ordine dei Giornalisti

Mimmo Falco
Presidente Movimento Unitario Giornalisti

Inaugurata la sede della nostra Assostampa

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L’Associazione Giornalisti Campania della Valle del Sarno ha inaugurato ieri la propria sede nella magnifica Villa Calvanese di Castel Sangiorgio. La cerimonia ha avuto tre momenti celebrativi. C’è stato il taglio del nastro da parte di S.E. Giuseppe Giudice, Vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno, affiancato dal sindaco di Castel San Giorgio, Franco Longanella e dal presidente dell’Assostampa, Salvatore Campitiello con visita ai due locali che la stessa amministrazione comunale sangiorgese ha inteso concedere in comodato d’uso.
Dopo la benedizione della sede, gli intervenuti si sono spostati al primo piano del Palazzo Calvanese dove, in una sala gremita fino all’inverosimile, ci sono stati brevi interventi di Salvatore Campitiello, del Vescovo Giudice, del sindaco Franco Longanella, di Claudio Ciotola, fresco di nomina al prestigioso incarico nella giunta esecutiva dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, del senatore Giuseppe Esposito, di Vincenzo Cimino, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, proveniente dal Molise e, in chiusura, di Mimmo Falco, componente della giunta esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa. Monsignor Giudice ha plaudito all’iniziativa associativa augurando ogni bene e rimarcando il ruolo che la stampa deve avere nella delicata professione “che – ha detto – deve essere intesa soprattutto come una vocazione”.
Auguri e felicitazioni anche da parte del sindaco Longanella, che si è dichiarato onorato di poter ospitare nella sua città l’Associazione dei Giornalisti. Il presidente Salvatore Campitiello ha speso qualche parola in più e, tra le varie cose, ha affermato: “l’Assostampa intende fare sistema in modo che la Valle del Sarno possa, attraverso ‘la buona comunicazione’, veicolare un’informazione positiva in grado di attrarre anche un turismo qualificato e sostenibile. Per fare questo, partiremo (e abbiamo, a dire il vero, già cominciato) anche dagli studenti, portando il giornalismo nelle scuole”. Campitiello si è poi soffermato sul ruolo che il giornalismo deve svolgere tra la gente e ha quindi concluso: “L’Assostampa non sarà un palazzo d’avorio impenetrabile, ma una sede aperta e di riferimento quotidiano per tutti i ceti sociali, imprenditoriali, istituzionali e di tutta l’opinione pubblica. Un’opinione pubblica – sosteniamo con forza – da servire al meglio, raccontando la verità dei fatti attraverso il rispetto della dignità delle persone, mettendo al centro la Costituzione e le nostre Carte deontologiche”.
Molto applaudito, infine, l’intervento di Mimmo Falco, componente della giunta esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa, che ha riconosciuto a Salvatore Campitiello grandi capacità organizzative e si è detto certo che l’Associazione saprà imprimere il proprio marchio su future manifestazioni per un sano sviluppo editoriale della comunità della Valle del Sarno.
Il momento finale di una cerimonia breve ma intensa è stato caratterizzato dal taglio della torta e da un caloroso brindisi augurale. Tra gli intervenuti tantissimi colleghi, diverse autorità politiche e amministrative, forze dell’ordine, militari e molte associazioni. Tra i tanti: Ciro Stanzione, responsabile tecnico del Centro Sportivo Italiano di Nocera inferiore nonché fiduciario Coni; il presidente e vicepresidente dell’Associazione Amici di Villa Calvanese, Maristella Caputo e Gaetano Vitolo; Michele Pepe in rappresentanza dell’associazione di protezione civile “Papa Charlie” di Pagani; il portavoce del gruppo dei giornalisti di Avellino, Giuseppe Petrucciani; il consigliere dell’Ussi regionale, Luigi Zappella; i consiglieri nazionali dell’Ordine dei giornalisti, Annamaria Riccio, Riccardo Stravino, Vera De Luca, Alessandro Sansoni; per il sindacato regionale, Mario Orlando.

Castel San Giorgio, 29/06/2013

Carcere per diffamazione a mezzo stampa, le ultime news

GIORNALISTI. L’OSCE ALL’ITALIA: NO AL CARCERE PER LA DIFFAMAZIONE, IL PARLAMENTO DEPENALIZZI IL REATO. LETTERA DEL RAPPRESENTANTE PER LA LIBERTA’ DEI MEDIA AL MINISTRO DEGLI ESTERI EMMA BONINO DOPO IL CASO PANORAMA
Roma, 29 maggio 2013. L’ Italia riformi la legge e depenalizzi il reato di diffamazione. E’ l’invito rivolto dalla rappresentante per la libertà dei media dell’Osce, Dunja Mijatovic, in una lettera al ministro degli esteri Emma Bonino in cui esprime “preoccupazione” per le pene detentive inflitte per diffamazione ai tre giornalisti di Panorama Marcenaro, Mulé e Arena. In una moderna democrazia nessuno dovrebbe essere imprigionato per quello che scrive”, scrive Mijatovic. Nella lettera al ministro Bonino Mijatovic ricorda il caso Sallusti e sottolinea il fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito ripetutamente che “la reclusione per il reato di diffamazione è sproporzionata e dannosa per una società democratica”. “I tribunali civili sono del tutto in grado di rendere giustizia alle rimostranze di coloro i quali si ritengano danneggiati nella propria reputazione”, scrive ancora la rappresentante per la libertà dei media nella lettera pubblicata sul sito dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. ”La reclusione per diffamazione ha un grave effetto raggelante che mina l’efficacia dei mezzi di comunicazione”, dichiara ancora Mijatovic. “Continuerò a lavorare a stretto contatto con le autorità italiane per promuovere la depenalizzazione della diffamazione. Dovrebbe essere fatto presto per evitare ulteriori accuse di diffamazione e per stimolare l’attività giornalistica investigativa”, sottolinea infine la rappresentante per la libertà dei media dell’Osce, che ha esortato tutti gli altri Stati membri dell’organizzazione che hanno leggi penali sulla diffamazione ad abrogarle. (ANSA)
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Diffamazione a mezzo stampa. Intervento della Giunta Fnsi: “No al carcere e basta con le querele temerarie”
Roma, 20 maggio 2013. A giudizio della giunta esecutiva della Federazione della Stampa, riunita oggi a Roma, l’invito forte dell’Osce è l’ennesima brutta figura per un Paese come l’Italia, che pure è fondatore dell’Unione Europea e ha una delle costituzioni più belle del mondo, rispetto alla quale permangono, purtroppo, aree di legislazione assolutamente incoerenti come quella per i reati a mezzo stampa. La sottolineatura del rappresentante dell’organismo internazionale per la libertà dei media di quanto ha ripetutamente dichiarato la Corte dei diritti dell’uomo – e cioè che “la reclusione per il reato di diffamazione è sproporzionata e dannosa per una società democratica” tale da risultare “raggelante” fino a minare l’efficacia dei mezzi di comunicazione – è una solenne bocciatura per il nostro attuale ordinamento. Un ordinamento fatto di norme che possono provocare condanne alla reclusione, addirittura senza condizionale, come nel caso dei giornalisti di Panorama querelati da un magistrato. C’è del marcio nella legge italiana esistente che va eliminato al più presto, rinsaldando il valore delle regole dell’autonomia professionale e deontologica, riconoscendo l’efficacia della rettifica e introducendo il Giurì per la lealtà dell’informazione. Allo stesso modo vanno previste norme e sanzioni contro le querele temerarie promosso al solo scopo di intimidire e frenare il corso del giornalismo di indagine. La Giunta della Federazione della Stampa sollecita il Parlamento ad un’opera riformatrice urgente e coerente con il richiamo dell’Osce e con la giurisprudenza consolidata della corte di giustizia dei diritti dell’uomo”. (www.fnsi.it)
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Diffamazione e carcere: una vergogna per il Parlamento
24/05/2013

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha così commentato la sentenza dei giudici di Milano che condanna al carcere tre giornalisti di Panorama:
“Una vergogna, un’altra vergogna per l’Italia la sentenza di condanna al carcere di Giorgio Mulè, Andrea Marcenaro e Riccardo Arena. Non è una vergogna per la magistratura, che qualche spiegazione dovrebbe pur darla senza rifugiarsi sempre dietro il dovere dei cittadini di rispettare le sentenze.
La vergogna è per il Parlamento che si è dimostrato incapace di riformare una normativa che ci è costata e ci costerà sanzioni da parte dell’Europa ed è sempre produttore di molte parole, davanti ad ogni sentenza che prevede il carcere per i giornalisti.
Il Parlamento ha dimostrato, quando le forze politiche avevano interessi diretti, di essere capace di deliberare provvedimenti costosi per la comunità anche in una manciata di minuti, approvandoli nella stessa giornata sia alla Camera dei Deputati, sia al Senato della Repubblica.
Questa indignazione, dai più recitata davanti ad ogni singolo caso, è un insulto per quanti ogni giorno vengono condizionati da quella pistola alla nuca che è la legge sulla diffamazione che rappresenta il principale attentato alla libertà di informazione.
Non tutti hanno la forza e la maturità di Mulè, Marcenaro e Arena. Ci sono migliaia di giornalisti di varie età tenuti per anni sotto il ricatto delle conseguenze di una querela minacciata o presentata e della conseguente richiesta di risarcimento.
La politica passi dalle parole di solidarietà che evaporano subito dopo essere state pronunciate ad atti concreti. Modificare quella legge che, tutti a parole definiscono vergognosa, richiede davvero poco tempo. Farlo è un atto di rispetto nei confronti dei cittadini, non dei giornalisti che non reclamano impunità: quando sbagliano hanno il dovere di assumersi, in tanti modi, le loro responsabilità, a cominciare dalle previste sanzioni deontologiche”.

La Campania abbraccia “Stampa Libera e Indipendente”

Riportiamo di seguito il resoconto del convegno sul tema “Il ruolo dell’informazione per una Stampa Libera e Indipendente” pubblicato dal sito giornalisticalabria.it

PAGANI (Salerno) – Pochi bla bla bla, ma azioni concrete in difesa di una categoria, quella dei giornalisti, che, tra patologie croniche e nuove forme di sfruttamento, non se la passa tanto bene. Questo il filo rosso degli interventi che si sono susseguiti nell’animato convegno su “Il ruolo dell’informazione per una Stampa Libera e Indipendente”, promosso dal Movimento unitario dei giornalisti della Campania nella sede del Circolo Unione di Pagani, affollata, per l’occasione, da giornalisti provenienti da varie parti della regione.
DSC_1518Professionisti e pubblicisti della carta stampata, dei giornali on line, della radio e della tv che si sono dati appuntamento nel piccolo centro tra Napoli e Salerno, cuore verace della Campania, per dibattere sui temi spinosi dell’informazione e di chi cerca, ogni giorno, di garantirla, con nomi di spicco della categoria. Primo tra tutti, Lorenzo De Boca, presidente emerito dell’Ordine nazionale dei giornalisti, dopo essere stato in carica per tre mandati consecutivi, oggi consigliere nazionale dell’Odg e della Fnsi. Accanto a lui, al tavolo dei relatori, Carlo Parisi, vicesegretario della Federazione Nazionale della Stampa e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria; Ezio Ercole, componente del Comitato amministratore dell’Inpgi 2 e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte; i padroni di casa Mimmo Falco, componente della Giunta esecutiva della Fnsi e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, moderatore incalzante dell’incontro, e Salvatore Campitiello, consigliere nazionale dell’Odg e presidente dell’Assostampa Campania – Valle del Sarno (“Tutta la solidarietà, mia e dell’Assostampa ai tre colleghi di Angri 80 denunciati per diffamazione con una richiesta di 30mila euro di risarcimento che, per un giornale locale, significa la chiusura”, ha esordito aprendo, insieme a Falco, il convegno e incassando la solidarietà anche degli altri protagonisti), entrambi esponenti del Movimento unitario dei giornalisti della Campania, che a Pagani ha aderito ufficialmente a Stampa Libera e Indipendente (attesi, fino all’ultimo, Gino Falleri, presidente nazionale del Gus e del Dipartimento Uffici Stampa della Fnsi e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, e Ugo Armati, componente del Comitato Esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti, bloccati a Roma da condizioni meteo a dir poco inclementi); al tavolo anche Enzo Cimino, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, dal Molise (pochi giorni fa si è incatenato davanti alla Prefettura di Campobasso per richiamare l’attenzione delle istituzioni sui giornalisti precari). Mentre il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, pur non essendo presente a Pagani, ha voluto salutare con un messaggio l’iniziativa e i colleghi.
Sotto la lente, manco a dirlo, la crisi dell’editoria e la piaga del precariato giornalistico. “Il momento è particolare – ha esordito Ezio Ercole – e la crisi tangibile, ma se analizziamo la realtà, dobbiamo ammettere che le crisi, economiche, politiche, sociali, si ripetono ciclicamente da sempre. In questo Paese, come altrove. E proprio questo Paese ha ancora energie, donne e uomini in grado di battersi per la propria dignità, il lavoro e, nella fattispecie, per un’informazione libera e indipendente”.
Occorre, insomma, “accettare la sfida – ha rimarcato il vicepresidente dell’Odg Piemonte – e osare un po’ di più, senza arroccarsi nelle singole peculiarità, in roccaforti chiuse che non fanno bene a nessuno: il giornalista di oggi dev’essere un giornalista aperto al mondo, alle nuove tecnologie e agli altri”.
Capita, però, che “oggi – ha sottolineato Ercole – ci sono molti nemici della categoria dei giornalisti all’interno della categoria stessa. Ecco perchè stiamo facendo questo ‘giro d’Italia’ (la tappa campana segue, infatti, quelle di Torino e Milano, e anticipa le prossime in altre regioni, già in calendario) – per unire le donne e gli uomini di buona volontà che abbiano voglia di impegnarsi in nome della categoria giornalistica e in difesa, quella vera, dell’informazione”.
DSC_1506Quando si dice che l’unione fa la forza. Un concetto, non a caso, ben presente ai protagonisti dell’incontro di Pagani, abbracciato, dopo Ercole, da Lorenzo Del Boca e Carlo Parisi. Un Del Boca, piemontese di Romagnano Sesia, che saluta la folta platea di colleghi ribadendo che “sono meridionale nel cuore: il militare, tra l’altro, l’ho fatto a Salerno e qui a Pagani il campo estivo. Sono, in realtà, un neoborbonico”. Ouverture che lascia trapelare la sapienza sagace dello storico e che strappa sorrisi e applausi. Torna subito sul punto, il presidente emerito dell’Ordine dei giornalisti, cioè l’unità: “Abbiamo, innanzitutto, bisogno, di ritrovarci fratelli d’Italia e, tra noi giornalisti, fratelli nelle stesse battaglie”.
Senza prescindere, però, da quello che per Del Boca rappresenta “un punto di partenza indispensabile: la serietà. Ci vuole serietà – ha detto, con forza, quello che Mimmo Falco ha presentato come ‘il miglior presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti’ – nella professione giornalistica e, in questo senso, i giornalisti professionisti devono fare molto più degli altri, perchè è tra loro che serpeggia, troppo spesso, un’ignoranza inaccettabile. Per essere un buon giornalista bisogna prepararsi, studiare, leggere. Non si può tollerare un uso sgrammaticato della lingua per chi sceglie il nostro mestiere, è vergognoso indovinare ogni tanto un congiuntivo!”.
Bastone e carota: “D’altro canto – ha proseguito De Boca – non si può essere un buon giornalista con il portafogli vuoto, facendo la fame. Come può un giornalista garantire una corretta informazione se può essere comprato anche solo con una cena? Occorre ripristinare un livello economico per la categoria che sia davvero equo e dignitoso”. Non solo: “Dobbiamo fare un G8, anzi un G20 dell’informazione – lancia la sfida dalla Campania il tre volte presidente dell’Odg – perchè il problema è mondiale e allora perchè l’Italia deve risolverselo da sola? Se è vero che l’informazione è il sale della democrazia, l’informazione va considerata per il peso che ha. E maneggiata con cura”.
Sembrano i tasti di un unico pianoforte, gli interventi di Ezio Ercole, Lorenzo Del Boca, Mimmo Falco (“Vogliamo essere una componente attenta, pronta ad impegnarsi concretamente, e non con i tempi della politica, per un giornalismo vero e corretto, per il quale la deontologia professionale non sia solo un concetto astratto”) e Carlo Parisi.
“Stampa Libera e Indipendente – attacca il vicesegretario della Fnsi – non è un partito, non è una corrente politica. E’ un’idea. E, come tale, va sviluppata, nutrita, arricchita. Perchè il giornalismo è una professione, nel senso più nobile del termine, sia per chi la svolge da professionista, sia per chi la svolge da pubblicista. Per gli uni e per gli altri vale la stessa regola fondamentale: non può esistere qualità dell’informazione senza qualità del lavoro giornalistico. Il giornalista va pagato, come ogni altro professionista. Il giornalismo – tuona Parisi – non può trasformarsi in accattonaggio”.
Anche in questo caso, la moneta va girata: “Il giornalista dev’essere all’altezza del suo ruolo – ha ribadito Carlo Parisi – che è delicatissimo: può fare molti più danni un pessimo giornalista che un pessimo medico. Una cattiva informazione uccide molte persone, anche in una sola volta”.
Lo sguardo si sposta, inevitabilmente, agli organismi di categoria, all’Ordine e al Sindacato dei giornalisti che, ricorda Parisi, “sono fatti di persone che, democraticamente, non la pensano tutte allo stesso modo e, tra queste, c’è Lorenzo Del Boca, uno dei più grandi presidenti dell’Ordine nazionale. E oggi più che mai – parla chiaro Carlo Parisi, facendosi portavoce di un pensiero condiviso dagli altri relatori, – abbiamo bisogno di persone come lui per difendere la categoria e la professione dei giornalisti. Siamo qui – ha chiosato Parisi – per spronare i colleghi ad uno scatto di dignità, invitandoli ad aderire a Stampa Libera e Indipendente, componente di maggioranza della Fnsi che riunisce sotto un’unica bandiera, che non è quella della politica, quanti credono ancora nella professione giornalistica. E, non caso, siamo qui anche per dire apertamente che vogliamo riportare alla presidenza dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca”. (n.g.)

EQUO COMPENSO: la legge approvata alla Camera. Iacopino: “La libertà di stampa si tutela anche così”

28/03/2012

Alle 11,34 di oggi con 34 voti su 34 votanti la commissione Cultura della Camera ha approvato in sede legislativa la legge sull’equo compenso. E’ quasi goal, diceva Nicolò Carosio per la gioia dei radioascoltatori davanti ad una splendida azione della nazionale di calcio. E’ “quasi goal” grazie ad una splendida azione di squadra che ha visto protagonisti gli onorevoli Silvano Moffa e Beppe Giulietti (nelle foto), con il coordinamento impagabile del relatore Enzo Carra e l’appoggio costante della presidente Valentina Aprea e degli altri membri della commissione Cultura, i quali hanno sposato un provvedimento nato nella sede dell’Ordine dei giornalisti a conclusione di una pubblica manifestazione nel maggio del 2010”, commenta Enzo Iacopino.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Odg afferma che “è quasi goal perché ora c’è da attendere l’esame e l’approvazione a palazzo Madama in tempi che è ragionevole ipotizzare saranno rapidissimi, visto l’impegno formale che con l’Odg ha assunto il presidente del Senato, Renato Schifani fin dal gennaio dello scorso anno. Sono norme che da sole, certamente, non cambieranno la situazione fino a quando non collaborerà pienamente con l’Ordine chi ha responsabilità nella categoria e continua a fingere di non accorgersi o si rende complice attivo nello sfruttamento di migliaia di giovani di ogni età che continuano ad essere compensati con spiccioli di euro. La volontà autentica di tutelare i colleghi più discriminati va testimoniata con l’immediata applicazione della Carta di Firenze per l’attuazione della quale è essenziale il contributo dei comitati di redazione che fino ad ora è mancato”.

Tavola rotonda su “Libertà di stampa e diritto di cronaca”

Martedì 11 ottobre, alle ore 11, presso la sala conferenze di Metropolis Network in via Provinciale Schiti a Torre Annunziata, l’Associazione Napoletana della Stampa in collaborazione con l’Associazione Giornalisti Valle del Sarno, organizza una tavola rotonda aperta ai colleghi e a tutti quanto volessero intervenire sul tema:

“Libertà di stampa e diritto di cronaca”. 

 

Parteciperanno:

Ferdinando Imposimato – ex magistrato

Mimmo Falco – componente giunta esecutiva Fnsi

Ottavio Lucarelli – Presidente regionale Ordine giornalisti

Enzo Colimoro – Presidente Assostampa Napoli

Salvatore Campitiello – Presidente Associazione Giornalisti Valle del Sarno

Giuseppe Del Gaudio – Direttore Metropolis Network

Giovanni Taranto – Direttore Metropolis Tg

Giosuè Starita – Sindaco di Torre Annunziata

 

Torre Annunziata, 08/10/2011

 

 

Solidarietà Selvino

L’Assostampa Valle del Sarno esprime doverosa solidarietà nei confronti del collega Daniele Selvino, fatto oggetto nella mattinata di oggi di una inaccettabile aggressione fisica da parte del signor Cerchia, vice presidente dell’Angri calcio.

Episodi del genere – in un contesto civile – non possono e non devono passare sotto silenzio. Al di là della legittimità o meno di determinate rivendicazioni – infatti – non è pensabile che le stesse possano essere affermate ricorrendo a vie di fatto.

Al collega Selvino, valente corrispondente de “La  Città”, nonché consigliere comunale, ricoverato all’Ospedale Cardarelli per le ferite riportate a seguito della vile aggressione, va la piena solidarietà di questa Associazione.

Nocera Inferiore, 24/04/2010

IL PRESIDENTE

(Salvatore Campitiello)